Larry, 19 anni e una cicatrice: il gatto di Downing Street non molla
Dopo la rimozione di una cisti, il felino simbolo della politica britannica è tornato nella sede del governo e avrebbe già ripreso le sue abituali passeggiate.
La cicatrice sul fianco destro aveva fatto temere il peggio, ma Larry the Cat sembra aver superato senza complicazioni il recente intervento. A 19 anni, l’inquilino più celebre di Downing Street è nuovamente nella sede del governo britannico e, secondo una fonte dell’esecutivo, ha già ricominciato a muoversi tra le stanze dell’edificio.
La conferma è arrivata il 9 ottobre dall’ufficio del primo ministro Andy Burnham, dopo la diffusione in rete di alcune immagini che mostravano il pelo rasato e i segni dell’operazione. Da Downing Street si è parlato soltanto di una procedura di piccola entità; secondo quanto riferito da ITV News, i veterinari avrebbero rimosso una cisti.
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L’intervento non ha fermato Larry
L’allarme era scattato qualche giorno prima, quando Larry era stato visto dentro un trasportino. Per un gatto abituato a circolare liberamente in uno degli edifici più sorvegliati del Regno Unito, la scena non era passata inosservata. Le immagini successive hanno mostrato la ferita, senza però fornire indicazioni più precise sulle sue condizioni.
Il governo ha scelto di rassicurare il pubblico con una battuta costruita su giochi di parole felini. Il messaggio spiegava che Larry stava molto meglio, ma che avrebbe proceduto con prudenza, “una zampa alla volta”, ringraziando anche i veterinari che lo hanno seguito. Non sono stati resi noti né i tempi della convalescenza né eventuali esami successivi.
Dai topi al ruolo istituzionale
Larry arrivò a Downing Street nel 2011, quando la presenza di roditori nelle immagini televisive realizzate davanti al numero 10 aveva reso evidente un problema per il governo di David Cameron. Il gatto fu scelto nel rifugio londinese Battersea e adottato quando aveva circa 4 anni.
Il suo incarico ufficiale consiste nell’accogliere gli ospiti, controllare le difese dell’edificio e verificare che gli arredi antichi siano adatti a un sonnellino. Nel corso degli anni, però, Larry è diventato molto più di un semplice cacciatore di topi: la sua presenza è ormai parte del paesaggio politico britannico.
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Sette governi e molte false alarmi
Cameron, Theresa May, Boris Johnson, Liz Truss, Rishi Sunak, Keir Starmer e Andy Burnham sono i sette primi ministri che Larry ha visto avvicendarsi. Burnham, arrivato al governo a luglio dopo Starmer, ha persino deciso di non portare con sé il cane Axel, un incrocio tra maltese e barboncino, per evitare possibili tensioni con il gatto. “Non credo che la nazione mi sarebbe grata se portassi Axel a disturbare la pace di Larry”, ha spiegato il primo ministro.
La salute del felino era già stata al centro di diverse voci. Nel 2023 il Sun aveva riferito che il personale si stava preparando al peggio, ma Downing Street lo aveva descritto come “felice e in salute”. Nel 2024 il Times aveva parlato di un piano per comunicare la sua eventuale morte, mentre il profilo satirico @Number10cat aveva ironizzato sull’idea di essere imbalsamato e collocato sopra un camino dell’edificio. Ad agosto 2026, infine, un sito ne aveva annunciato per errore il decesso, salvo poi correggersi: Larry era vivo e vegeto.
Il ritorno al davanzale preferito
Per ora, le indicazioni sembrano limitarsi al riposo e alla cautela. Non sono stati forniti dettagli sul decorso medico, né è stato precisato quando Larry potrà riprendere completamente le sue consuete attività nella sede del governo.
Il suo posto prediletto resta il davanzale sopra un termosifone, vicino all’ingresso del numero 10 di Downing Street. È lì che il gatto trascorre spesso le sue ore di sonno e dove, una volta terminata la convalescenza, potrebbe tornare a osservare il viavai della politica britannica.
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