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Lifestyle 2 min di lettura6 giorni fa

Kefir, niente miracoli sulla longevità: ecco 5 effetti reali

Silvio Garattini ha smontato l’idea della bevanda come elisir di lunga vita, ma diversi studi le attribuiscono benefici concreti per intestino, ossa e digestione.

Silvio Garattini ha riportato il kefir al suo posto: utile, ma lontano dall’idea di un alimento capace di far vivere più a lungo. Ospite di La volta buona su Rai 1, il fondatore e presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri ha chiarito che la longevità dipende da molti fattori e non da una singola bevanda.

Il farmacologo, oncologo e ricercatore, che il 12 novembre compirà 98 anni, ha definito il kefir al massimo uno stimolante o un lassativo. Il messaggio è netto: non esistono scorciatoie alimentari per allungare la vita, ma questo non toglie valore a una bevanda fermentata che, secondo varie ricerche, può offrire vantaggi misurabili.


Perché non è un elisir di lunga vita

Il kefir nasce tra Europa orientale e Asia sud-occidentale e prende il nome dal turco keyif, parola legata alla sensazione di benessere dopo il pasto. Si ottiene facendo fermentare latte vaccino o caprino con i cosiddetti granuli di kefir, colonie di lieviti e batteri lattici che assomigliano a piccoli fiocchi di cavolfiore.

Nel giro di circa 24 ore i microrganismi trasformano gli zuccheri del latte, poi i granuli vengono separati e riutilizzati. Il risultato è una bevanda più fluida dello yogurt, dal gusto acidulo, in cui il lattosio viene convertito in acido lattico.

Dal punto di vista nutrizionale, 100 grammi di kefir apportano circa 104 calorie, 11,6 grammi di carboidrati e 2-3 grammi di grassi, in base al tipo di latte impiegato. Dentro ci sono anche composti bioattivi, tra cui acidi organici e peptidi.


I cinque vantaggi più solidi

Il primo beneficio riguarda i probiotici: rispetto allo yogurt, il kefir è considerato una fonte più ricca e diversificata. I granuli possono contenere fino a 61 ceppi di batteri e lieviti, una varietà che lo rende particolarmente interessante per il microbiota.

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Un secondo punto è l’azione antibatterica. Alcuni studi indicano che il Lactobacillus kefiri, esclusivo del kefir, può frenare la crescita di batteri come Salmonella, Helicobacter pylori ed Escherichia coli.

C’è poi il capitolo ossa: il kefir intero fornisce calcio e vitamina K2, due elementi importanti per il metabolismo del calcio. Ricerche sugli animali hanno collegato il suo consumo a un migliore assorbimento del minerale da parte delle cellule ossee e a una densità più alta, con possibili effetti protettivi contro le fratture.

Un quarto vantaggio riguarda la digestione. I probiotici aiutano a riequilibrare i batteri intestinali e vengono usati in diversi casi di diarrea; inoltre, possono alleviare disturbi come la sindrome dell’intestino irritabile e le ulcere legate a Helicobacter pylori.

Infine, il kefir contiene meno lattosio del latte comune. I batteri lattici lo scompongono in parte durante la fermentazione e producono enzimi che ne facilitano ulteriormente la digestione, motivo per cui questa bevanda è spesso meglio tollerata da chi ha un’intolleranza al lattosio.

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