13.000Lettori online ora
Lifestyle 3 min di lettura1 ott

Isabella Ferrari: «A 62 anni non chiedo più il permesso

L’attrice racconta il rapporto con il tempo, il rifiuto dei ritocchi e le abitudini di cura apprese dalla figlia, tra social, maternità e libertà personale.

A 62 anni Isabella Ferrari dice di sentirsi più libera dentro la propria immagine di quanto non lo fosse da giovane. L’attrice, oggi ambasciatrice di L’Oréal Paris, ha parlato del rapporto con il corpo, della pressione esercitata dai modelli estetici e della scelta di non inseguire un volto che non riconoscerebbe più come proprio.


La maturità come spazio di libertà

Per Ferrari la bellezza non è un traguardo fisso, ma una dimensione che si modifica con il tempo. Davanti allo specchio oggi non cerca un’altra versione di sé: si limita ai gesti quotidiani, dalla crema al trucco, passando per la cura dei capelli.

L’attrice sostiene di vivere con orgoglio l’età raggiunta e di avvertire una maggiore sicurezza rispetto agli esordi. La seduzione, spiega, nasce dalla presenza e dalla capacità di sentirsi a proprio agio nel corpo, non dall’adesione a un modello prestabilito.

«Non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno», ha affermato parlando della sfilata parigina di L’Oréal. Secondo Ferrari, arrivare a un’età matura non dovrebbe essere presentato come un’eccezione da celebrare, ma come una condizione normale da vivere senza giustificazioni.


Il volto che non vuole perdere

L’attrice ha raccontato di essere cresciuta osservando interventi estetici dagli esiti che l’hanno spaventata. Per questo non ha mai sviluppato un forte interesse verso la medicina estetica e teme tutto ciò che può allontanare una persona dalla propria fisionomia.

La sua routine comprende il dermatologo Antonino Di Pietro, il picotage, alcuni massaggi Kobido svolti durante l’anno, l’idratazione della pelle e attenzione all’alimentazione. Non si tratta, però, di una ricerca della perfezione: Ferrari invita soprattutto le adolescenti a non avere fretta di modificarsi e a fidarsi maggiormente della propria individualità.

«È così interessante non assomigliare a nessun altro per sentirsi belle», ha detto affrontando il tema dei filtri e della standardizzazione dei volti. Per lei la cura personale deve aiutare a stare meglio, non a cancellare ciò che rende ciascuno riconoscibile.


Social e confronto continuo

Rispetto alla propria giovinezza, Ferrari nota che le ragazze e i ragazzi di oggi sono sottoposti a un’esposizione permanente. Le immagini digitali moltiplicano il confronto e possono rendere più difficile ascoltare la propria voce.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

L’attrice non considera realistico ignorare del tutto i social network. Alle figlie ha cercato piuttosto di trasmettere l’importanza di conoscerli e imparare a usarli, mantenendo momenti di silenzio e consapevolezza. Anche il ruolo della famiglia, aggiunge, resta decisivo nell’accompagnare i più giovani.

La stessa idea vale per la bellezza: non è una gara e non richiede il confronto con un’immagine ideale. La sfilata di Parigi, alla quale Ferrari ha partecipato per la seconda volta, riunisce donne di età diverse e propone proprio una femminilità non uniforme, legata alle storie e ai corpi di chi la rappresenta.


Una lezione arrivata dalla figlia

Ferrari ha scoperto la cura della pelle in più passaggi grazie alla seconda figlia. Durante un viaggio in Inghilterra verso la Scozia, ha visto la ragazza seguire una lunga sequenza di prodotti prima di andare a dormire e le ha chiesto come riuscisse ad avere quella costanza.

Da quell’episodio l’attrice ha iniziato a guardare con maggiore attenzione alle pratiche della generazione più giovane. Oggi preferisce una versione più semplice e personale della routine: scegliere con calma cosa indossare, applicare una crema e dedicarsi ai capelli diventano occasioni per ritrovare concentrazione e presenza.


Dagli esordi al nuovo ruolo

Ferrari fu notata a 18 anni nel programma Sotto le stelle di Gianni Boncompagni e poco dopo venne scelta da Carlo Vanzina per il film Sapore di sale. Da allora ha lavorato in circa 60 film, una ventina di programmi televisivi e una decina di spettacoli teatrali, ottenendo diversi riconoscimenti.

Dal novembre 2024 è una delle ambasciatrici di L’Oréal Paris. In occasione del secondo invito alla sfilata di Parigi, ha parlato anche del motto «Perché io valgo»: pronunciarlo per la prima volta nello spot realizzato nella capitale francese, all’inizio del suo incarico, le ha provocato una sensazione di stranezza, legata al peso e al significato di quelle parole.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere