Intelligenza artificiale, chi decide il nostro futuro
Dalla cena organizzata in pochi secondi al potere dei miliardari tecnologici: perché la rivoluzione dell’IA riguarda già ogni lavoro e la democrazia
Per organizzare una cena con otto invitati e molte esigenze diverse, oggi può bastare una domanda rivolta a un sistema di intelligenza artificiale. È quanto è accaduto a una persona alle prese con un ospite intollerante al lattosio, una vegetariana, una commensale a dieta e un’altra persona allergica ad alcune verdure: indicando anche la necessità di preparare tutto in anticipo, ha ricevuto in meno di venti secondi sette proposte di menu, con lista della spesa, istruzioni e indicazioni per il servizio.
Quello che fino a poco tempo fa avrebbe richiesto un libro di ricette, un articolo, il consiglio di uno chef o il video di un creatore di contenuti è diventato una risposta automatica e personalizzata. Da un episodio domestico nasce la domanda più ampia: se una macchina può rielaborare il sapere altrui e renderlo più rapido da usare, quale spazio resterà per chi quel sapere lo produce?
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
La tecnologia entra in ogni mestiere
Il caso della cena è soltanto un esempio ridotto di una trasformazione che può riguardare professioni, aziende e settori molto diversi. La stessa dinamica si può applicare alla scrittura, alla consulenza, alla formazione, alla ricerca e a molte altre attività: l’intelligenza artificiale assorbe conoscenze accumulate nel tempo e le restituisce sotto forma di strumento immediatamente utilizzabile.
Anche Hillary Clinton, in una recente intervista, ha indicato proprio questo nodo. Secondo l’ex segretaria di Stato, l’IA ha incorporato una quantità immensa di sapere umano senza chiedere autorizzazioni, lasciando aperte due questioni decisive: se un simile processo sia legittimo e chi dovrà sostenere il costo della trasformazione.
Per affrontare questi interrogativi è stato preparato uno speciale con contributi di specialisti, scienziati, filosofi ed esperti. L’obiettivo è spiegare, ambito per ambito, quali cambiamenti siano già in corso e quali capacità le persone dovranno sviluppare per orientarsi nel nuovo scenario.
Il nuovo potere oltre i laboratori
La discussione non riguarda soltanto gli strumenti e il loro impatto sul lavoro. Al centro ci sono anche gli ultramiliardari che guidano l’industria tecnologica dell’intelligenza artificiale: capire chi siano, quali interessi rappresentino e come agiscano significa osservare da vicino il nuovo gruppo dirigente dell’economia digitale.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
In collaborazione con l’edizione statunitense di Vanity Fair è stata quindi realizzata una guida al cosiddetto New Establishment, con una mappa dei protagonisti che controllano le leve di una macchina lanciata verso il futuro a velocità crescente. La concentrazione di risorse e influenza nelle loro mani aiuta a comprendere anche le tensioni che attraversano le società europee.
La scrittrice Naomi Klein ha sintetizzato il rischio con parole nette: «I multimiliardari dell’IA ci stanno spingendo in un burrone». George Monbiot, giornalista e attivista del quotidiano The Guardian, collega invece a queste figure l’aumento delle disuguaglianze, le politiche di austerità e le agitazioni sociali, sostenendo che il dibattito pubblico venga spesso spostato verso bersagli secondari invece di concentrarsi sulla responsabilità dei grandi patrimoni e del potere tecnologico.
Le proteste degli studenti e le manifestazioni nelle strade d’Europa, dunque, non sono un tema separato da ciò che avviene nei laboratori della California. Il rapporto è articolato e non può essere ridotto a una formula, ma richiama una scelta politica: lasciare che il futuro venga definito dalle aziende più ricche oppure riportare la decisione dentro le istituzioni democratiche.
La sfida alla regola del mercato
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha respinto l’idea che il settore possa controllarsi da solo. Nel suo intervento ha ricordato la richiesta di fiducia avanzata da Sam Altman, dirigente di OpenAI, e ha risposto così: «Dobbiamo abbandonare la favola dell’autoregolazione. [...] Non metteremo il futuro del mondo nelle mani di questi miliardari. Lo metteremo dove deve stare: nelle nostre mani, nelle mani delle istituzioni democratiche».
La domanda iniziale, quella nata da un semplice menu, conduce quindi a un problema molto più vasto. L’intelligenza artificiale può essere utile, veloce e sorprendentemente precisa, ma il suo sviluppo coinvolge diritti, lavoro, ricchezza e controllo politico: decidere come governarla significa stabilire chi avrà davvero voce sul futuro.
Continua a leggere
Brignone, amore e futuro: la confessione lontano dalle piste
Alla Festa del Cinema di Roma la campionessa ha presentato il docufilm sulla sua ultima Olimpiade insieme a James Mbaye, ma guarda già oltre lo sport
Mara Venier, il primo brindisi nella nuova casa: tutti gli invitati
La conduttrice ha festeggiato i 76 anni accanto a Nicola Carraro, alla famiglia e a diversi volti noti della televisione italiana.
Camihawke, dal web a Tananai: la nuova vita di Camilla Boniardi
Dalla laurea in giurisprudenza alla televisione, passando per radio, libri e teatro: il percorso di Camilla Boniardi e il nuovo legame con Tananai.
Il dettaglio che cambia il brunch: la moka al centro della tavola
Dalla scelta delle bevande alla disposizione del servizio, ecco come trasformare un incontro domenicale in casa in un momento curato, conviviale e senza formalità eccessive.