957notizie oggi Scopri i vantaggi
Lifestyle 4 min di lettura1 ora fa

Ilaria Spada: la maternità e il ritorno all’autenticità

L’attrice racconta famiglia, solitudine e il ruolo nel film Netflix dedicato al desiderio di diventare madre

Ilaria Spada ha raccontato il proprio rapporto con la maternità e il percorso verso una maggiore autenticità. L’attrice interpreta in *Noi, un po’ meglio*, film di Daniele Luchetti disponibile su Netflix, una donna disposta a tutto pur di avere un figlio.

Offerta del giorno30 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 62 giorni
*********


Il sostegno della famiglia

Nella vita privata Spada, 45 anni, è moglie di Kim Rossi Stuart e madre di tre figli. Alla domanda su chi rappresenti il suo punto di riferimento, ha indicato il marito e i genitori, le persone davanti alle quali riesce a mostrarsi senza nascondere fragilità o paure.

«Mio marito e i miei genitori», ha detto parlando dei suoi pilastri. Con loro si sente accolta anche quando commette errori o prende decisioni inattese. L’attrice ha aggiunto di essere ancora in trasformazione e di apprezzare il fatto che le persone più vicine non pretendano di conoscerla completamente.

Spada ha spiegato che, per mantenere vivo il rapporto di coppia, servono tempo condiviso e una certa disponibilità al rischio. Le esperienze di solitudine e sofferenza, secondo lei, aiutano a non dipendere interamente dall’approvazione degli altri.

«Non tornerei indietro di un anno», ha dichiarato. Le difficoltà affrontate, ha osservato, fanno parte della sua storia e le hanno insegnato che si può sopravvivere anche quando una relazione finisce o quando non ci si sente più accolti.


Il desiderio di avere figli

Spada è diventata madre a trent’anni, ma fino ai 27 anni sosteneva di non volere bambini. Aveva molti interessi, dalla danza alla natura, e pensava che una vita già piena non potesse lasciare spazio alla maternità.

La sua posizione è cambiata prima ancora dell’incontro con Kim Rossi Stuart, quando la vista dei bambini ha iniziato a suscitarle una tenerezza inattesa. Con il compagno, la scelta di provare ad avere un figlio è arrivata rapidamente, sostenuta da un desiderio comune. Oggi dice di amare molto i bambini e racconta che, se non avesse intrapreso la carriera artistica, avrebbe voluto insegnare.

Per l’attrice, diventare madre non autorizza a stabilire una gerarchia tra donne. Chi non può avere figli e chi sceglie di non averne merita lo stesso rispetto. Anche la sofferenza, ha spiegato, può assumere forme diverse: può riguardare l’assenza della maternità, ma anche il bisogno di una madre numerosa di recuperare uno spazio personale.

Nel film, proprio il desiderio di avere un figlio diventa il centro della vicenda. Spada ritiene che possa trasformarsi in ossessione quando conduce a perdere il rispetto per sé stessi. In quel momento, ha detto, il desiderio smette di essere un’aspirazione e diventa un idolo caricato di aspettative.


Cura di sé e figli

La maternità ha spinto l’attrice a interrogarsi sul bisogno di apparire sempre impeccabile. Quando i figli la guardano, sente la responsabilità di essere all’altezza dell’immagine che hanno di lei, ma sa che la perfezione non è raggiungibile.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Per questo ha iniziato a dedicare maggiore attenzione al proprio equilibrio personale. Vuole conservare ciò che considera la parte migliore di sé anche per poterla trasmettere ai figli, affrontando al tempo stesso gli aspetti più difficili del proprio carattere.

Il cambiamento, ha raccontato, è cominciato anche attraverso scelte concrete nella vita quotidiana. Ha ridotto alcune frequentazioni e ha semplificato le proprie abitudini, come se avesse fatto ordine in una stanza per lasciare soltanto ciò che ritiene davvero necessario.

Per un periodo la sua assenza dagli appuntamenti pubblici aveva suscitato domande. Poi, ha spiegato, le persone vicine hanno compreso che la sua presenza è rimasta affidabile nelle occasioni davvero importanti, anche se oggi conduce una vita più riservata.


Dalla fisicità alla propria voce

Da bambina Spada era molto sensibile, piena di energia e impegnata in numerose attività. Studiava, frequentava danza, stava con gli amici e partecipava alla vita della scuola come rappresentante di classe. Nei fine settimana era più irruenta e amava divertirsi, tanto da descriversi come una sorta di maschiaccio.

Dietro quella vitalità c’era anche il desiderio di essere riconosciuta. L’attrice ha ammesso di avere rischiato, a volte, di mostrare soltanto i lati di sé che gli altri apprezzavano, lasciando nascosto tutto il resto.

All’inizio della carriera nel mondo dello spettacolo la sua immagine fisica finiva spesso in primo piano. Questo le ha creato frustrazione, perché temeva che le sue opinioni non venissero ascoltate. Proprio quel periodo, però, l’ha spinta in seguito a esprimersi con maggiore chiarezza.

Durante l’adolescenza aveva persino cercato di ridimensionarsi per adattarsi al gruppo di amici: parlava meno, si vestiva in modo più discreto e interveniva con minore frequenza. Poi ha capito che, se veniva considerata eccessiva, forse si trovava semplicemente nel posto sbagliato.


Il rapporto con la vulnerabilità

Spada ha spiegato di aver usato spesso l’ironia come forma di equilibrio. Far ridere compagni di scuola, professori, amici e familiari le consentiva di alleggerire una personalità che percepiva come molto intensa. Anche nella maternità cerca di mantenere questa capacità e accetta di avere dei limiti.

Il suo obiettivo non è eliminare ogni fragilità, ma imparare ad ascoltare anche le parti meno visibili di sé. Tra le paure più forti ha indicato la possibilità di perdere le persone care e il dolore legato alla separazione.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere