Il vestito rosso di Anne Hathaway e gli altri segreti di stile della settimana
Dalla complicità fashion tra Sienna Miller e la figlia al messaggio di Cecilie Bahnsen: tre storie raccontano come gli abiti prendano vita.
Un cardigan rosso legato al lato più oscuro di un personaggio, una borsa diventata simbolo dello stile degli anni Duemila e una collezione pensata per accompagnare le donne dall’alba alla sera: la moda della settimana passa anche dalle confidenze delle celebrità e dalle idee degli stilisti.
Il rosso che racconta Verity
Anne Hathaway ha raccontato alcuni dettagli del guardaroba di Verity Crawford, la scrittrice al centro del thriller psicologico Verity, tratto dal romanzo di Colleen Hoover e arrivato nelle sale italiane il 1° ottobre. Per l’attrice, gli abiti dovevano rendere visibile l’ossessione che attraversa la storia e suscitare nei lettori una risposta intensa.
Durante la presentazione dei costumi, realizzati con la costumista Jacqueline Demeterio, Hathaway ha mostrato un cardigan rosso scelto per le scene in cui Verity si avvicina alla sua parte più inquietante. Poi ha indicato il capo più atteso: “E il gran finale: l’abito rosso di Versace”. Nel film, così come nel libro, Jeremy lo descrive come il vestito più straordinario che abbia mai visto. Dopo numerose prove, per realizzarlo è stata coinvolta anche Donatella Versace.
Madre e figlia si scambiano lo stile
Sienna Miller ha invece parlato del rapporto con Marlowe, la figlia di 14 anni, con cui condivide parte del guardaroba. L’attrice britannica ha spiegato che la ragazza prende i suoi jeans, mentre lei preferisce pescare tra le magliette della figlia: “Mi ruba i jeans e su di lei sta tutto meglio! Però io le rubo le sue T-shirt da generazione Z”. La quasi identica altezza rende possibile lo scambio.
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Marlowe ha indossato una di quelle magliette alla prima londinese della serie War, dove è comparsa accanto alla madre, vestita con un abito da sera nero. Sienna ha lodato soprattutto l’intelligenza e l’ironia della ragazza, oltre al suo stile. Alla serata è comparsa anche la borsa Chloé Paddington, accessorio lanciato nel 2005, proprio nel periodo in cui Miller si affermava come riferimento dello stile boho-chic.
Bahnsen lascia parlare chi indossa
A Parigi, Cecilie Bahnsen ha presentato Any Given Day, una collezione Primavera-estate 2027 concepita per seguire la donna nell’arco dell’intera giornata. L’obiettivo era unire comodità, morbidezza e dinamismo, con capi adatti a essere portati dalle otto del mattino alle otto di sera.
La stilista danese ha rifiutato l’idea di una sola donna riconoscibile attraverso i suoi abiti. Lo stesso look, secondo Bahnsen, può assumere un’attitudine romantica oppure più decisa a seconda di chi lo porta: “Non sono i vestiti a definire il carattere: è la donna a farlo”. Un punto di vista che sposta l’attenzione dalla creazione alla personalità di chi la interpreta.
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