Il diario del nonno e il segreto che cambia una famiglia
Nel romanzo La mezza, Costanza DiQuattro intreccia amore, teatro e memoria attraverso tre generazioni, mettendo Elena davanti a una verità rimasta nascosta per anni.
Un diario lasciato da un nonno alla nipote riapre una vicenda familiare sepolta e costringe a interrogarsi sul confine tra memoria, rispetto e verità. È questo il cuore de La mezza, il nuovo romanzo di Costanza DiQuattro pubblicato da La nave di Teseo: 258 pagine ambientate nella Sicilia contemporanea, ma attraversate da un passato impossibile da archiviare.
La protagonista Elena riceve il compito di ricostruire una storia che riguarda sua madre Agata. Tra un manoscritto ritrovato, un vecchio biglietto teatrale e un amore vissuto in segreto, il lettore entra in un sistema di apparenze, omissioni e sentimenti difficili da giudicare. La risposta alla domanda iniziale — se sia giusto rivelare i segreti di chi non c’è più — resta volutamente complessa fino alla conclusione.
Un passato affidato alle pagine
Rispetto ai libri precedenti, legati anche alla ricostruzione storica e all’Ottocento, questa volta DiQuattro sceglie il presente. La vicenda resta profondamente siciliana, ma si sposta anche lungo l’Italia seguendo una compagnia impegnata in una tournée con Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, scelta tutt’altro che casuale: tradimenti, verità nascoste e ruoli sociali si riflettono infatti nella trama.
Il romanzo mette a confronto tre generazioni e assegna al nonno una funzione decisiva. Prima di morire, l’uomo consegna a Elena un diario privato, avviando una ricerca che la ragazza non aveva mai progettato. DiQuattro ha spiegato che il teatro è una parte essenziale della sua vita e che nel libro confluiscono molti elementi personali, compreso il rapporto con i nonni, figure che considera fondamentali.
L’amore senza sentenze
Al centro della storia c’è una relazione clandestina, raccontata senza trasformarla in un processo morale. L’autrice guarda alle ragioni dell’amore come a una forza difficile da governare e richiama il concetto delle “affinità elettive” di Goethe, citato anche nel romanzo. Il punto non è necessariamente comprendere ogni scelta dei protagonisti, ma imparare ad accettare l’esistenza di ciò che rimane oscuro.
Anche il titolo e la copertina, dominata dal rosso, richiamano la dimensione passionale della vicenda. Elena entra in un territorio della memoria che avrebbe forse preferito non esplorare, mentre il significato del percorso organizzato dal nonno emerge soltanto nel finale, con una soluzione segnata da ritmo e atmosfera teatrali.
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Dal Teatro Donnafugata a Marinella
Il legame dell’autrice con il palcoscenico non si limita alla scrittura. Insieme alla sorella Vicky dirige il Teatro Donnafugata, ospitato nello storico palazzo di famiglia a Ragusa Ibla. La sala, nata come spazio privato, misura 7 metri per 5 e dispone di appena 100 posti; il suo apparato barocco costituisce una presenza quasi narrativa.
Nella conversazione DiQuattro ha ricordato anche la casa di Marinella, il villino dei nonni utilizzato nella serie televisiva tratta dai romanzi di Andrea Camilleri. Le riprese, ha raccontato, hanno mantenuto quasi intatti gli ambienti e diversi arredi originali. La notorietà raggiunta dal luogo non viene vista come un rimpianto: secondo la scrittrice, quelle immagini hanno contribuito a modificare la percezione di quella parte della Sicilia.
Il consiglio di Camilleri
Tra i ricordi più importanti c’è l’incontro con Camilleri, che le rivolse un invito rimasto impresso: «Ma se hai già in testa tutte queste storie, devi scriverle, no?». Un incoraggiamento particolarmente significativo per un’autrice che ha costruito il proprio percorso narrativo attorno alla Sicilia e alle sue stratificazioni storiche.
DiQuattro ha pubblicato, tra gli altri titoli, Donnafugata, La mia casa di Montalbano e Arrocco siciliano, libro premiato con il Comisso nel 2023. Dopo questa parentesi contemporanea, non esclude un ritorno alle ambientazioni storiche: la prossima esplorazione dovrebbe ancora una volta guardare con particolare interesse all’Ottocento.
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