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Lifestyle 3 min di lettura2 ore fa

Geolier, il successo presenta il conto: nove brani e un solo passo falso

La nuova edizione di Tutto è possibile racconta fama, denaro e nostalgia senza rinunciare alla trasformazione artistica del rapper napoletano

Il successo non ha soltanto moltiplicato i numeri di Geolier: ha cambiato il modo in cui il rapper napoletano guarda sé stesso, la famiglia, gli amici e il quartiere da cui proviene. È proprio questa fase di assestamento, raccontata mentre è ancora in corso, a rendere interessante Tutto è possibile. Atto II, ampliamento del disco con nove brani in uscita il 16 ottobre.

A 26 anni, dopo 200mila copie vendute da gennaio a oggi, Geolier resta una delle rare figure della nuova musica italiana capaci di crescere senza smarrire la propria identità. Il progetto conferma questa direzione: quasi tutto funziona, con una sola eccezione evidente, Per noi.

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Il prezzo di essere arrivato in cima

La traiettoria dell’artista è ormai segnata da una rapidissima accelerazione. Fino a Il coraggio dei bambini, pubblicato nel 2023, Geolier era seguito soprattutto dagli appassionati; poi sono arrivati il passaggio da Sanremo nel 2024, gli stadi e un pubblico molto più ampio, senza che venisse meno il legame con Napoli e con il dialetto.

Nel frattempo sono usciti Dio lo sa nel 2024 e Tutto è possibile nel 2026. La distanza tra il primo album, Emanuele, e Il coraggio dei bambini era stata di quattro anni; dopo un’ascesa tanto veloce, sarebbe stato semplice ripetere la formula già premiata. Invece i nuovi brani mostrano un artista alle prese con le conseguenze concrete della notorietà.

Geolier si chiede se sia possibile restare davvero legati alle case popolari quando il denaro ha ormai cambiato ogni prospettiva. Si interroga anche sul rapporto con i genitori e con gli amici, mentre la nostalgia prende il posto della rabbia degli esordi. Il risultato è una specie di diario pubblico, nel quale il rapper registra ciò che il successo gli ha dato e ciò che gli ha sottratto.


Una crescita che passa dai testi

Il punto di forza dell’Atto II sta soprattutto nella scrittura. La fama, i soldi e le lezioni apprese lungo il percorso diventano materia narrativa; il tono è spesso malinconico e disincantato, più che aggressivo. In questo senso, il progetto prosegue e approfondisce i temi già presenti nella prima parte.

Non mancano, però, i limiti. La prospettiva rimane talvolta molto centrata sull’io dell’artista, come accade in Emanuele e Andrea, brano costruito insieme a Shiva. Geolier racconta ciò che significa vivere in alto dopo essere partito dal basso, ma non ha ancora compiuto del tutto quel passaggio che gli permetterebbe di tornare tra le persone comuni e osservare il proprio mito da una distanza maggiore.

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Musicalmente, il rapper mantiene un equilibrio tra l’impeto degli inizi e una dimensione più melodica e sentimentale. Alterna parti cantate, dove emerge la tradizione neomelodica napoletana, a momenti più vicini alla sensibilità hip hop, in una contaminazione già percepibile anche in Canzone d’amore.


La sola nota stonata

L’operazione dell’edizione ampliata potrebbe sembrare un modo automatico per prolungare la vita di un album, pratica ormai frequente dentro e fuori dal rap. Anche Annalisa ha seguito di recente una strada simile con Ma io sono fuoco. Nel caso di Geolier, tuttavia, le nove aggiunte non sembrano un semplice riempitivo: servono a mettere a fuoco ciò che il successo sta producendo nella sua vita.

L’eccezione è Per noi, pensata anche come brano di forte esposizione radiofonica. La canzone si muove su coordinate sentimentali prevedibili e perde quella combinazione di esperienza personale, ambiguità e concretezza che rende più incisivi gli altri pezzi.

Un discorso simile, anche se in forma meno marcata, riguarda il duetto con Achille Lauro. Non è tanto la presenza di una collaborazione pop a rappresentare il problema, quanto la scelta di affidarsi a una ballata che potrebbe appartenere a molti altri interpreti. Per fortuna resta un episodio isolato: Geolier è meno riconoscibile proprio quando si adegua alle formule già consumate dalla radio.

Il resto del progetto conferma invece un’evoluzione ancora in corso. In una scena spesso appiattita su contenuti ripetuti e melodie già collaudate, il rapper continua a mettere in discussione il proprio percorso. Sarà questa capacità di cambiare, più ancora dei numeri, a decidere il valore dei suoi prossimi passi.

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