Garlasco, Fabbri rompe il silenzio: cosa sostiene sui Dna dei pedali
Il genetista forense, ex consulente di Alberto Stasi, contesta la ricostruzione sulle analisi del 2007 e ripercorre formazione, attività scientifica e ruolo nel processo.
«Ho coscienza e cuore puliti»: Matteo Fabbri ha usato queste parole per respingere l’idea che la difesa di Alberto Stasi abbia taciuto informazioni decisive. Il genetista forense considera quella vicenda «una delle pagine più tristi» della storia delle indagini tecnico-scientifiche sul delitto di Garlasco.
Nel dibattito riaperto tra il 2025 e il 2026, Fabbri ha inoltre messo in discussione eventuali omissioni o zone poco chiare nelle attività investigative svolte all’epoca. Le sue dichiarazioni riguardano soprattutto il lavoro compiuto anni fa come consulente della difesa e mirano a tutelare anche l’operato del professor Francesco Maria Avato.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Il nodo dei risultati sui pedali
Secondo quanto ribadito dal genetista in diverse occasioni, né lui né Avato avrebbero ricevuto o visionato i due esiti negativi degli accertamenti genetici eseguiti dal RIS di Parma sui pedali della bicicletta di Stasi nel settembre 2007, dopo il risultato positivo del 19 settembre. Se quei dati fossero stati conosciuti allora, sostiene Fabbri, avrebbero potuto incidere immediatamente sulla posizione dell’imputato.
I due consulenti hanno chiesto di essere ascoltati dalla Procura di Pavia e contestano la versione secondo cui tutti i professionisti coinvolti avrebbero avuto accesso agli esiti negativi. In particolare, la ricostruzione è stata contrapposta alle dichiarazioni di Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi. Fabbri ha parlato anche di altri elementi del fascicolo, tra cui le palline di carta, la spazzatura, le tracce genetiche rinvenute su ulteriori reperti e la dinamica dell’omicidio.
Le sue analisi hanno evidenziato anche la distanza tra gli strumenti disponibili nel 2007 e le metodologie oggi utilizzate per lavorare su quantità minime o su materiale biologico degradato. Nel corso delle interviste concesse a “Gente”, “Quarta Repubblica”, “Le Iene”, “Ignoto X” e altre trasmissioni, il ricercatore è tornato quindi sulle contestazioni legate al proprio incarico.
Una carriera costruita sul Dna difficile
Nato a Bondeno, in provincia di Ferrara, il 21 ottobre 1981, Fabbri ha conseguito nel 2004 la laurea triennale in Biologia Molecolare e Cellulare all’Università di Ferrara, con il voto di 110/110. Due anni più tardi ha completato il percorso magistrale in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ottenendo 110/110 con lode grazie a una tesi dedicata ai polimorfismi miniSTR e al DNA degradato, sotto la guida di Francesco Maria Avato.
Nel 2008 è arrivata l’abilitazione alla professione di biologo. In seguito, nel 2012, Fabbri è stato nominato cultore della materia presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Legale. Il suo percorso accademico è proseguito con un dottorato in Scienze Biomediche e Biotecnologiche, concluso nel 2021 con 60/60 e lode, grazie a una ricerca sui marcatori miRNA nelle lesioni di interesse medico-legale.
Dopo il dottorato ha ottenuto anche l’abilitazione a professore di II fascia nel settore della Medicina Legale, indicato con la sigla MED/43. Dal 2007 ha svolto diversi incarichi come assegnista di ricerca all’Università di Ferrara, occupandosi di recupero del materiale genetico da tessuti cadaverici, analisi di campioni compromessi, espressione dei miRNA nelle lesioni e sistemi utili a stabilire l’epoca di formazione delle tracce biologiche.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Ricerca, laboratorio e incarichi
Gli interessi scientifici di Fabbri comprendono la genetica molecolare applicata alla medicina e alle indagini forensi. Tra gli ambiti studiati figurano l’estrazione del DNA da resti ossei, tessuti putrefatti e materiali d’archivio, l’analisi di polimorfismi STR e SNP, il sequenziamento Sanger e NGS, oltre all’impiego di microRNA e mRNA per riconoscere tessuti e fluidi biologici.
Il suo lavoro riguarda anche la datazione delle tracce, la farmacogenetica e l’identificazione umana. A ciò si aggiungono numerose pubblicazioni scientifiche, un indice H pari a 7 secondo Scopus e l’adesione alla Società Scientifica Genetisti Forensi Italiani, GeFI, e alla Società Internazionale di Genetica Forense, ISFG.
Fabbri ha trascorso inoltre un periodo di ricerca presso il laboratorio criminalistico del dipartimento di polizia di Baltimora, intorno al 2019. È delegato provinciale della Prefettura di Ferrara per l’identificazione dei cadaveri privi di identità e lavora come personale tecnico di laboratorio nella Sezione di Medicina Legale del Dipartimento di Medicina Traslazionale e per la Romagna dell’Università degli Studi di Ferrara.
Accanto all’attività di laboratorio, ha collaborato alla didattica in corsi di genetica forense destinati agli studenti di Giurisprudenza, Biotecnologie e altri percorsi. Ha maturato anche una significativa esperienza come consulente tecnico in procedimenti penali.
Il ruolo nell’inchiesta di Garlasco
L’omicidio di Chiara Poggi risale al 13 agosto 2007, a Garlasco. Nello stesso anno Fabbri entrò nel collegio dei consulenti tecnici della difesa di Alberto Stasi insieme ad Avato, incarico mantenuto indicativamente fino al 2014.
Il suo compito riguardò l’esame genetico di diversi reperti, con particolare attenzione ai tamponi effettuati sulla bicicletta di Stasi: pedali, manopole, leve dei freni e sellino. La riapertura dell’attenzione investigativa e l’ipotesi di revisione del processo hanno riportato il suo nome al centro del confronto pubblico, soprattutto per il contrasto sulle informazioni relative ai test del RIS e sulla loro effettiva conoscenza da parte dei consulenti della difesa.
Continua a leggere
Ballando, Muti rompe il silenzio: il feeling con Pasquale fa discutere
L’attrice racconta il legame nato con il maestro dopo anni di solitudine e conquista la terza puntata con un intenso paso doble
Cindy Crawford ricorda Presley: il messaggio dopo settimane di silenzio
La famiglia ha condiviso un ritratto del giovane modello e una dedica, mentre le autorità proseguono gli accertamenti sulla sua morte.
Fiorello irrompe nel Tg1: dieci minuti contro il silenzio sul Sud
Lo showman usa una finestra del telegiornale per lanciare La pennicanza e denunciare la scarsa attenzione riservata all’isolamento di Puglia e Sicilia.
Christiana Ruggeri, il ricordo oltre lo schermo: Rai e impegno sociale
La giornalista del Tg2 è scomparsa a 57 anni dopo una lunga esperienza televisiva, affiancata da libri, fotografia e attività a tutela degli animali e dell’ambiente.