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Lifestyle 3 min di lettura2 ore fa

Fuksas, la felicità come misura: il film nato in famiglia

Alla Festa del Cinema di Roma Elisa Fuksas presenta il documentario dedicato al padre, costruito attraverso quasi trent’anni di immagini, dialoghi e memoria familiare.

«La felicità è un altro PIL, è quello dei sentimenti»: Massimiliano Fuksas affida a questa frase la sua idea più personale, emersa durante la presentazione del film realizzato dalla figlia Elisa. A 82 anni, l’architetto racconta di voler ancora inseguire la propria «rivoluzione» progettuale e ammette che, da giovane, avrebbe preferito dedicarsi alla pittura.

Nel rapporto con Elisa e Lavinia, Fuksas rivendica invece una certezza: ha le due figlie che desiderava e, secondo lui, in famiglia non c’è bisogno dell’intervento di uno psicanalista. La serata romana ha così unito riflessione artistica e dimensione privata, con la presenza anche di Doriana Mandrelli, moglie, architetta e compagna professionale di lunga data.

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Un film nato molto prima

Il documentario, intitolato Fuksas – Da tutta la vita, non segue il modello del ritratto biografico tradizionale. Elisa conduce una conversazione con il padre e la affianca a fotografie, materiali d’archivio e riprese raccolte nell’arco di decenni, dai filmati familiari degli anni Settanta alle immagini dei cantieri e degli edifici realizzati in varie parti del mondo.

Quando la figlia gli ha domandato da quanto tempo stessero lavorando insieme al progetto, Fuksas ha risposto: «Da tutta la vita». Per lui, però, il film finisce per parlare soprattutto di Elisa. Lei ha spiegato di aver concentrato l’indagine sul trascorrere del tempo, più che sulla costruzione di una biografia paterna.


Elisa cambia il suo sguardo

Per lungo tempo la regista ha evitato di affrontare questo lavoro. La vicinanza affettiva le sembrava un ostacolo: temeva di non riuscire a osservare il padre con la distanza necessaria, senza lasciarsi condizionare dalla tenerezza e dal legame familiare.

Durante una convalescenza ha compreso che quel progetto non era mai stato davvero respinto. Lo stava già realizzando da quasi trent’anni, attraverso conversazioni, immagini private e materiali accumulati nel tempo. Il lavoro le ha permesso di considerare Fuksas anche come un interprete davanti alla macchina da presa, una prospettiva che, ha raccontato, ha aperto a sua volta una nuova difficoltà.

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Architettura, memoria e famiglia

Nel montaggio trovano spazio le opere di Fuksas, tra cui la Nuvola di Roma, i progetti realizzati a Shenzhen e altri lavori scelti fra i seicento interventi distribuiti nel mondo. Il racconto alterna questi luoghi alla quotidianità domestica, lasciando intervenire anche Doriana Mandrelli e Lavinia. La colonna sonora è firmata da Iosonouncane.

Elisa ha sintetizzato il legame fra genitori e figli sostenendo che ciascuno contribuisce a costruire l’immagine dell’altro: «Noi inventiamo i nostri genitori e i nostri genitori ci inventano». Il documentario diventa così un confronto reciproco sul tempo, sull’identità e sulla trasformazione dei rapporti.


La prima romana del documentario

La presentazione si è svolta alla Festa del Cinema di Roma, dove Massimiliano ed Elisa Fuksas sono arrivati insieme sul tappeto rosso. Con loro c’erano Doriana Mandrelli e Lavinia, riunite attorno a un’opera che nasce proprio dall’esperienza condivisa della famiglia.

Fuksas – Da tutta la vita sarà distribuito nelle sale da PiperFilm. Il film porta sullo schermo non soltanto il percorso dell’architetto, ma anche il lungo processo con cui sua figlia ha trasformato una vicinanza quotidiana in materia cinematografica.

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