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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Freida Pinto contro i cliché: perché la perfezione delle donne la stanca

Dalla svolta di The Millionaire alla nuova serie Netflix, l’attrice indiana racconta resilienza, impegno civile e il desiderio di personaggi femminili più autentici.

Freida Pinto non vuole più vedere donne rappresentate come figure impeccabili, incapaci di sbagliare o di affrontare contraddizioni. A 42 anni, l’attrice, produttrice e attivista indiana rivendica invece la forza dei personaggi imperfetti e delle scelte difficili, mentre si prepara a tornare su Netflix con una nuova serie tratta dai racconti di Jhumpa Lahiri.

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Pinto rifiuta il mito della perfezione

In “Una nuova terra”, disponibile anche in Italia dal 17 dicembre, Pinto interpreta Parul Chaudhury e partecipa al progetto anche come produttrice. Secondo l’attrice, il personaggio contribuisce a mostrare al pubblico donne indiane lontane dai modelli stereotipati di persone sempre tradizionali, silenziose e sottomesse.

La sua posizione sul tema è netta: «Sono davvero stanca di vedere donne ritratte come esseri perfetti, impeccabili». Pinto considera poco credibile l’idea di una donna che agisce sempre nel modo giusto, prende soltanto decisioni esemplari e conduce un’esistenza priva di conflitti. Per lei, una rappresentazione fondata sulla perfezione finisce per essere anche poco interessante.


La resilienza nata a Mumbai

La determinazione dell’attrice affonda le radici negli anni trascorsi a Bombay, oggi Mumbai. Pinto spiega che proprio la città le ha insegnato a resistere alle difficoltà e a non lasciarsi sopraffare dallo scoraggiamento, una consapevolezza che l’ha accompagnata anche durante i periodi vissuti lontano dall’India.

Il suo esordio resta legato a The Millionaire, il film diretto da Danny Boyle che nel 2009 conquistò otto premi Oscar e ottenne un grande successo internazionale. «Sono eternamente grata dell’inizio con The Millionaire che mi ha permesso di essere qui dove sono», ha raccontato l’attrice, definendo quella pellicola un fenomeno globale destinato a durare nel tempo. Allo stesso tempo, ha sottolineato che una carriera lunga richiede impegno costante e non può dipendere soltanto da un’occasione favorevole.


Un’India raccontata senza semplificazioni

Pinto è tra le protagoniste del calendario Pirelli 2027, realizzato in India. L’iniziativa, secondo l’attrice, rappresenta un ulteriore passo nella narrazione di un Paese complesso, impossibile da racchiudere completamente in una singola immagine ma capace di offrire molti punti di vista.

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Il fotografo norvegese Solve Sundsbo l’ha immortalata accanto alle bouganville, piante a cui è particolarmente legata perché le ricordano l’infanzia e le sue origini a Mumbai. Gli scatti, ha spiegato, le hanno permesso di sentirsi autentica e vicina alle proprie radici.


Giovani e cambiamenti al centro

Guardando all’India di oggi rispetto a quella degli esordi, Pinto osserva che ogni Paese è destinato a trasformarsi. Considera positivo il ruolo delle nuove generazioni, sempre più determinate a far sentire la propria voce nei settori della cultura, della politica, dell’arte e dell’informazione.

L’attrice vede manifestazioni e proteste giovanili in India, a Delhi, in Brasile e in Europa, Italia compresa. A suo giudizio, la possibilità di esprimere il dissenso è un segnale della vitalità democratica, anche se il periodo attuale resta segnato da forti tensioni.


Dalla moda alla produzione

Pinto ammette di non essersi sentita completamente a proprio agio nel lavoro da modella, soprattutto perché le sue opinioni non erano sempre ben accolte. Oggi affronta occasionalmente quel ruolo anche grazie alla notorietà costruita come attrice, ma indica nella produzione cinematografica e televisiva il settore che continua ad attirarla maggiormente.

Quando le viene chiesto quale donna consideri un modello, sceglie Michelle Obama. Dell’ex first lady statunitense apprezza il percorso come leader, filantropa, attivista, oratrice e madre, oltre al rispetto che è riuscita a conquistare in ambiti diversi.

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