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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Fognini, il tennis non finisce: famiglia, tv e la nuova sfida

Dopo il ritiro, l’ex campione ha trovato nuovi stimoli tra Milano, il progetto nel settore alimentare e la televisione, senza allontanarsi dal tennis.

Il ritiro dalle competizioni professionistiche non ha chiuso la partita di Fabio Fognini. Oggi l’ex tennista divide il tempo tra la famiglia, una nuova iniziativa nel settore dell’alimentazione sana, la televisione e gli impegni legati allo sport che lo ha accompagnato per oltre vent’anni.

Milano è diventata il punto di riferimento della sua quotidianità, mentre il matrimonio con Flavia Pennetta e la crescita dei tre figli hanno imposto ritmi e responsabilità lontani dalla vita del circuito. Fognini, però, non considera il tennis un capitolo concluso: continua a lavorare attraverso la sua agenzia, partecipa al circuito delle Leggende e prepara nuove occasioni in campo insieme a campioni come Nadal e Murray.


La famiglia ha cambiato le priorità

La scelta di trasferirsi stabilmente a Milano risale a quattro anni fa, quando il figlio maggiore ha iniziato la scuola. Prima i bambini avevano vissuto tra Barcellona, Arma di Taggia e Brindisi, poi Fognini e Pennetta hanno individuato nel capoluogo lombardo il luogo più adatto per costruire la loro vita, anche grazie alle numerose opportunità offerte dalla città.

Il rapporto con Flavia Pennetta è arrivato al decimo anniversario di matrimonio e ha attraversato trasformazioni importanti. L’arrivo dei tre figli, secondo Fognini, non ha sottratto nulla alla coppia, ma ha aggiunto nuove dimensioni al loro legame. «Ogni bambino ha aggiunto qualcosa senza togliere nulla», ha raccontato, spiegando che la crescita dei figli mette ogni anno la famiglia davanti a situazioni inedite.

Essere un padre presente era un desiderio coltivato da tempo. «È fantastico ma anche molto impegnativo», ha detto Fognini parlando del suo ruolo attuale, segnato da una quotidianità diversa rispetto alle trasferte e agli allenamenti continui della carriera agonistica.


Dalla racchetta alla nuova impresa

Tra le novità c’è anche Frankie’s, progetto dedicato all’alimentazione sana e alle bevande centrifugate nato da un’idea del cognato Giuseppe. Fognini vi partecipa come sostenitore e sta cercando di conoscere un settore che finora non aveva frequentato professionalmente; nelle ultime settimane è stato aperto un ulteriore punto vendita a Milano.

L’interesse, tuttavia, non è casuale. Durante la carriera il ligure ha prestato grande attenzione a ciò che mangiava e agli effetti dell’allenamento sul rendimento. Quella che un tempo era una necessità legata al mestiere, oggi si è trasformata in una passione personale e in una curiosità verso abitudini alimentari più consapevoli.

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Anche la televisione gli ha offerto un modo diverso per raccontarsi. La partecipazione a Ballando con le stelle lo ha portato fuori dall’immagine del tennista e gli ha consentito di mostrarsi con maggiore spontaneità, mettendo alla prova concentrazione e preparazione fisica. Fognini ha spiegato che voleva far emergere «una persona normale con pregi e difetti».

L’esperienza è stata faticosa, ma non viene considerata una semplice parentesi. L’ex atleta resta disponibile ad ascoltare nuove proposte televisive, pur mantenendo un legame forte con l’agenzia sportiva e con il mondo del tennis.


Il tennis resta il suo punto fermo

Osservare il circuito dall’esterno gli ha permesso di notare un equilibrio diverso rispetto al passato. Fognini vede due campioni capaci di imporsi in modo distinto e indica in Zverev uno dei giocatori che ha saputo inserirsi nella lotta ai vertici, anche mentre Sinner deve fare i conti con problemi al ginocchio.

A suo giudizio, resta da capire quanto sia realmente profonda la concorrenza alle loro spalle. Nei grandi tornei, salvo la particolare situazione dell’ultimo periodo, considera ampia la distanza tra il quarto e il decimo posto, uno scenario che non ricorda nella stessa misura negli anni precedenti.

Tra i giovani che segue c’è Flavio Cobolli, al quale ha suggerito di chiudere bene la stagione puntando al torneo dei Maestri di Torino e poi di rivalutare la programmazione. Fognini ritiene che il connazionale debba provare a osservare il proprio percorso da una prospettiva nuova, sfruttando la forza e le possibilità già dimostrate.

Il futuro professionale resta aperto, ma la direzione emotiva è chiara. «Sono nato con il tennis e morirò con il tennis», ha affermato Fognini: una frase che riassume il rapporto con lo sport, anche dopo il ritiro e nonostante le nuove strade intraprese.

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