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Lifestyle 3 min di lettura5 giorni fa

Emergenza in ospedale, la priorità: intercettare il peggioramento prima della crisi

Dal riconoscimento precoce del deterioramento clinico al coordinamento tra 118 e ospedali: le sfide discusse al congresso Siaarti di Roma.

Rafforzare la presenza dell’anestesista-rianimatore lungo tutto il percorso del paziente critico, dalla fase sul territorio fino all’assistenza ospedaliera, sarà una delle direttrici della Siaarti per i prossimi anni. Lo ha indicato Giacomo Grasselli, vicepresidente Siaarti e presidente eletto 2028-2030, nella giornata conclusiva del congresso dell’Area culturale Medicina critica dell’emergenza, ospitato alla Città militare della Cecchignola di Roma.


La formazione guarda agli scenari più complessi

Il programma congressuale ha incluso esercitazioni su situazioni difficili da ricreare nella normale attività didattica. Tra queste figuravano la gestione del gruppo di lavoro, la simulazione di una maxi-emergenza e la pianificazione dell’assistenza sanitaria durante eventi con grande affluenza.

I partecipanti hanno potuto anche affrontare una simulazione in campo-tende, con una notte trascorsa in condizioni operative paragonabili a quelle di una missione internazionale. Tra gli altri temi affrontati figuravano le emergenze neurologiche prima dell’arrivo in ospedale, dallo stroke al coma traumatico, oltre ai workshop su urgenze ostetrico-ginecologiche, infezioni e sepsi.

Grasselli ha spiegato che la società scientifica intende proseguire l’impegno su formazione, ricerca e definizione di procedure condivise, con l’obiettivo di valorizzare le competenze dell’anestesista-rianimatore nei diversi ambienti di cura. “Rafforzare il ruolo dell’anestesista-rianimatore nella Medicina critica dell’emergenza sarà una priorità strategica della nostra Società anche nei prossimi anni”, ha dichiarato.


Il peggioramento va riconosciuto prima

Uno dei nodi discussi durante l’incontro riguarda la capacità degli ospedali di individuare rapidamente i segnali di aggravamento di una persona ricoverata. Esistono strumenti come gli early warning score, i Medical Emergency Team e i Rapid Response System, ma la loro applicazione non è omogenea nelle strutture italiane.

Elena Bignami, presidente Siaarti, ha sottolineato che l’intervento non dovrebbe iniziare soltanto quando il paziente raggiunge la terapia intensiva. Secondo una rilevazione nazionale condotta alcuni anni fa dal Policlinico di Milano – Università degli studi di Milano, un Medical Emergency Team risultava operativo in circa sei ospedali su dieci, con una presenza più ampia al Nord rispetto al resto del Paese.

“Dobbiamo essere in grado di riconoscere per tempo quando le condizioni di un paziente ricoverato cominciano a peggiorare, prima che si arrivi a un’emergenza conclamata”, ha affermato Bignami. La presidente ha precisato che la questione non riguarda l’assenza di tecnologie o modelli, quanto il modo in cui vengono organizzati e applicati nelle singole realtà.

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Il percorso comincia fuori dall’ospedale

Andrea Bruni, responsabile della Sezione Siaarti Medicina critica e dell’emergenza intraospedaliera, ha richiamato l’importanza di portare la competenza rianimatoria accanto al letto del malato già nelle fasi che precedono l’ingresso in terapia intensiva. “Dobbiamo portare la cultura della terapia intensiva al letto del paziente, prima che sia il paziente ad arrivare in terapia intensiva”, ha spiegato.

Già durante il soccorso extraospedaliero vengono prese decisioni che possono condizionare la successiva assistenza: la valutazione della gravità, i primi trattamenti e l’individuazione della destinazione più adeguata. Per questo il congresso ha dedicato uno spazio al rapporto tra Centrale Operativa, 118, elisoccorso e strutture ospedaliere, affrontando anche la condivisione delle informazioni e la centralizzazione del trauma.


Più connessioni tra persone e tecnologie

Sara Borga, responsabile della Sezione Siaarti Medicina critica e dell’emergenza extraospedaliera, ha indicato come obiettivo una maggiore uniformità dell’intero sistema, oggi caratterizzato da differenze organizzative e assistenziali. La continuità tra soccorso territoriale, centrale operativa, elisoccorso e ospedale richiede percorsi comuni e un lavoro coordinato tra professionalità diverse.

Nel confronto sono entrati anche gli aspetti legati al fattore umano: decidere in tempi stretti, comunicare correttamente con la Centrale Operativa, mantenere la consapevolezza della situazione e analizzare il lavoro svolto dopo l’intervento. Sul versante tecnologico, invece, sono stati esaminati il collegamento tra assistenza sul territorio e attività intraospedaliera, il triage, l’uso dell’intelligenza artificiale nella formazione, la realtà aumentata per il volo sanitario e il trasferimento dei dati verso il Pronto soccorso.

Il congresso si è aperto proprio con una sessione dedicata all’identificazione precoce del deterioramento clinico. Davide Colombo, responsabile dell’Area culturale medicina critica dell’emergenza di Siaarti e responsabile scientifico dell’evento, ha ricordato che territorio, ospedale, organizzazione, competenze e strumenti devono essere considerati come parti di un unico percorso di cura.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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