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Lifestyle 2 min di lettura3 ore fa

Emanuela Fanelli nel 2049: il lato più folle del cinema italiano

Su HBO Max una finta biografia ambientata nel futuro trasforma il mondo dello spettacolo romano in una satira imprevedibile, tra divi invecchiati e una protagonista dimenticata.

Emanuela Fanelli immagina il proprio futuro come un fallimento spettacolare. In Peccato, serie disponibile su HBO Max e scritta insieme a Valerio Vestoso e Giulio Somazzi, l’attrice porta all’estremo il personaggio vanitoso e pieno di frasi fatte che interpreta da anni, dentro una commedia libera e surreale. Per ritmo, coraggio e capacità di ridere dell’ambiente che racconta, l’operazione ricorda la stagione più felice di Boris.


Una carriera finita nel dimenticatoio

La storia si svolge nel 2049. Fanelli ha 63 anni, vive appartata in un paese della Valle d’Aosta — diventata nel frattempo parte della Svizzera — e nessuno sembra più ricordare il suo nome. A raggiungerla è Malcom Pagani, giornalista frustrato: avrebbe voluto realizzare un documentario su Elsa Morante e Alberto Moravia, ma si ritrova a ricostruire la parabola di un’attrice ormai rimossa dalla memoria collettiva.

Il motivo della sua caduta emerge gradualmente, episodio dopo episodio. Intorno alla protagonista compaiono Sabrina Ferilli, Alessandro Borghi, Valerio Mastandrea e Ferzan Ozpetek, tutti immaginati vent’anni più avanti, oltre a Paola Cortellesi nel ruolo della Presidente della Repubblica. La serie evita di spiegare troppo in anticipo e affida gran parte del divertimento alle situazioni inattese.


Il cinema romano allo specchio

Il bersaglio è il cosiddetto circolo del cinema romano, osservato attraverso le debolezze, le manie e le contraddizioni dei suoi protagonisti. Molti interpreti giocano con una versione deformata di sé, descritta da Fanelli come “misera e decadente”. L’attrice ha raccontato di aver dovuto illustrare a Ozpetek una linea surreale e di averne proposta una ancora più estrema a Tullio Solenghi.

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Tra gli episodi spiccano il programma di Striscia la notizia condotto dalla Fanelli del futuro insieme a Cortellesi, una scuola per giovani interpreti costruita sull’equivoco tra recitare e giocare, la morte assurda di Solenghi e i pannelli solari installati dal cognato di Ozpetek. C’è anche Gran Sasso, programma televisivo che parodia Pechino Express, mentre la protagonista torna ossessivamente sui due David vinti, gli stessi ottenuti da Fanelli nella realtà.


Una satira senza freni

Il progetto nasce dalla stessa squadra di Una pezza di Lundini, programma trasmesso su Rai 2 tra il 2020 e il 2022 e dedicato alla presa in giro della televisione pubblica. Qui l’impianto cambia: non più una parodia dei formati televisivi, ma un falso documentario che usa il futuro per mettere sotto esame ambizioni, vanità e fallimenti dello spettacolo.

La protagonista è una donna che si è raccontata molte bugie e che, nel momento della resa dei conti, arriva a chiedersi: “Forse questa non era la vita che volevo”. Il tono resta comico e imprevedibile, ma sotto le gag affiora il ritratto di una persona incapace di separare il successo dall’identità. Il finale aggiunge un colpo di scena decisivo, impossibile da anticipare senza rovinare l’effetto della serie.

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