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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Emanuela Fanelli cade e non si rialza: la serie che rompe ogni cliché

Nel 2049 un falso documentario indaga sulla scomparsa di Emanuela Fanelli, trasformando il fallimento in una meta e non nell’anticamera di una rinascita

Il fallimento, in questa storia, non è una parentesi da superare né il passaggio obbligato verso una versione più luminosa di sé. È una condizione definitiva, persino quando la protagonista è una celebrità dimenticata. Da questa idea nasce “Peccato”, la serie ideata e interpretata da Emanuela Fanelli, una commedia che prende di mira il modo in cui i documentari sulle star trasformano ogni disgrazia in una lezione di successo.


Una caduta senza riscatto

La vicenda è ambientata nel 2049. Fanelli ha 63 anni, ha abbandonato la recitazione e si è rifugiata in un paese della Valle d’Aosta, lontana dai riflettori e da una stampa che ormai non si interessa più a lei. Il suo nome è stato cancellato dalla memoria pubblica dopo un lungo periodo di assenza.

A riportarla al centro dell’attenzione è un documentario che prova a capire quale scandalo abbia fatto crollare la sua carriera. Il progetto segue il linguaggio delle ricostruzioni biografiche, ma lo altera con materiali d’archivio autentici, repertorio inventato, interviste, testimonianze e scene ricostruite. Anche persone reali compaiono nei panni delle loro future versioni.


Fanelli contro la retorica delle star

La serie nasce da una reazione a uno schema ormai familiare: ascesa, trauma, crisi, percorso interiore e ritorno trionfale. In questo tipo di racconto, ogni dolore viene riletto come un investimento sul successo successivo e ogni errore finisce per assumere un significato provvidenziale.

Fanelli, allergica alle formule edificanti, rovescia quella prospettiva. La sua domanda è semplice: perché una sconfitta dovrebbe per forza preparare una vittoria? E perché il tempo dovrebbe renderci automaticamente persone migliori? In “Peccato” non arriva alcuna redenzione finale: si può perdere, restare a terra e invecchiare senza diventare una versione migliorata di sé stessi.

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Un cast dentro il gioco

L’esperimento comico poggia su un gruppo di interpreti particolarmente ricco. Nel cast figurano Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli, Ferzan Özpetek e Tullio Solenghi, mentre Paola Cortellesi veste i panni della Presidente della Repubblica.

Anche Malcom Pagani partecipa al dispositivo narrativo interpretando un documentarista senza successo. Il personaggio prova a ricostruire il caso Fanelli spinto da motivazioni tutt’altro che nobili, aggiungendo un ulteriore livello di ambiguità alla falsa indagine.


Una commedia costruita sull’assurdo

Fanelli ha presentato il progetto alla Mostra del Cinema di Venezia, dove si è mostrata con il trucco da donna sessantenne. In quell’occasione ha spiegato di essere stanca dei racconti celebrativi in cui qualunque caduta viene trasformata, a posteriori, nella premessa indispensabile di un trionfo.

Il risultato è una scrittura visionaria, piena di trovate e capace di usare il ridicolo per mettere in discussione una delle convenzioni più resistenti della narrazione contemporanea. “Peccato” fa ridere proprio perché rifiuta di consolare: non promette una rinascita, ma osserva con ironia cosa resta quando la storia del successo si interrompe.

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