Ecobonus, il 65% può tornare: cosa cambia per i lavori in casa
Condomini e proprietari attendono la prossima legge di Bilancio, mentre restano in vigore detrazioni, esclusioni e scadenze diverse per ogni intervento.
Per i condomini alle prese con costosi interventi di riqualificazione, l’ipotesi di riportare le detrazioni al 65 per cento rappresenterebbe una possibile boccata d’ossigeno. La misura potrebbe infatti rendere più sostenibili i lavori sulle parti comuni degli edifici, oggi esposti alla riduzione degli incentivi.
Il quadro, però, resta provvisorio. L’eventuale modifica dovrà essere inserita nella prossima legge di Bilancio e le decisioni definitive non sono attese prima di dicembre.
Nei condomini il futuro resta incerto
In passato, opere importanti come l’isolamento di vaste superfici dell’edificio o gli interventi combinati per migliorare la sicurezza antisismica potevano beneficiare di aliquote comprese tra il 70 e l’85 per cento. I tagli alle agevolazioni hanno però ridimensionato le prospettive per chi deve deliberare lavori di ampia portata.
Un ritorno generalizzato al 65 per cento, se approvato, potrebbe ridare margine di manovra a famiglie e assemblee condominiali. Per ora si tratta soltanto di uno scenario allo studio del Governo, quindi chi sta programmando un cantiere dovrà basarsi sulle regole attualmente operative.
Le percentuali possono scendere nel 2027
In assenza di un intervento legislativo, dal 2027 l’agevolazione cambierà in senso meno favorevole. Per l’abitazione principale la detrazione è destinata a passare dal 50 al 36 per cento; per le seconde case, invece, la quota scenderà dal 36 al 30 per cento.
La possibile revisione della legge di Bilancio potrebbe fermare questi ribassi e fissare al 65 per cento tutte le detrazioni considerate nel nuovo orientamento. Il confronto parlamentare richiederà tempo e, fino all’approvazione delle nuove norme, non è possibile considerare modificati gli importi oggi previsti.
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Cosa si può ancora fare in casa
Le indicazioni aggiornate a settembre 2026 nei vademecum ENEA comprendono numerosi lavori destinati a ridurre le dispersioni e a contenere i consumi. Tra gli interventi rientrano la sostituzione di finestre e serramenti e l’installazione del cappotto termico sulle pareti esterne degli edifici.
Sono comprese anche le schermature solari, come le tende da sole, insieme ai sistemi per il riscaldamento più efficienti. In questo gruppo figurano i condizionatori che funzionano con tecnologia a pompa di calore e gli impianti ibridi, nei quali una caldaia opera insieme a una pompa di calore attraverso una gestione elettronica comune.
Impianti efficienti, ma non caldaie a gas
Chi punta a ridurre ulteriormente i consumi può valutare anche pannelli solari per la produzione di acqua calda, bollitori ad alta efficienza e piccoli generatori elettrici. Le agevolazioni possono riguardare inoltre dispositivi di domotica capaci di coordinare illuminazione e riscaldamento, limitando gli sprechi nelle diverse stanze.
È invece già entrata in vigore una restrizione rilevante. Da gennaio, la semplice sostituzione di una vecchia caldaia a gas con un modello a condensazione non rientra più tra gli interventi che danno accesso ai vantaggi fiscali.
Per questo, prima di avviare i lavori, è necessario verificare sia la tipologia dell’impianto sia la data prevista per la spesa. Le regole potrebbero cambiare con la prossima legge di Bilancio, ma fino a quel momento restano valide le disposizioni attuali.
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