873notizie oggi Scopri i vantaggi
Lifestyle 4 min di lettura50 min fa

È morto Ryu Murakami: il Giappone inquieto raccontato nei suoi libri

Dall’esordio premiato Blu quasi trasparente alle storie di violenza e alienazione, una carriera letteraria lunga oltre trenta libri e senza legami familiari con Haruki.

Il cognome li ha avvicinati agli occhi del pubblico, ma Ryu e Haruki Murakami hanno seguito percorsi artistici profondamente diversi. Il primo ha trasformato emarginazione, abuso, dipendenze e rabbia giovanile nel materiale di una narrativa aspra, lontana da ogni consolazione.

Offerta del giorno23 ottobre

LOOKFANTASTIC

-22% da LOOKFANTASTIC IT

Scade domani
******


Due Murakami, due universi

Haruki Murakami ha spesso fatto scivolare la quotidianità verso il sogno e l’enigma. Ryu, invece, ha concentrato lo sguardo sui corpi, sui conflitti e sulle periferie morali di una società dove molti personaggi sembrano esclusi da qualsiasi possibilità di riscatto.

I due non avevano rapporti di parentela. Nel 1981 firmarono anche un libro di conversazioni, ma la loro produzione rimase distinta per atmosfere e temi: da una parte l’irreale e l’introspezione, dall’altra la violenza concreta e il disagio sociale.


Un autore anche fuori dalla narrativa

Murakami ha seguito per anni i cambiamenti del Giappone attraverso la televisione, gli articoli e i saggi. Per quasi due decenni ha condotto Cambrian Palace, trasmissione di TV Tokyo dedicata alle imprese e alle idee capaci di influenzare la società.

Nel 2010 ha inoltre creato G2010, società impegnata nella realizzazione e nella distribuzione di libri elettronici. L’iniziativa lo ha collocato tra gli autori giapponesi che hanno guardato con anticipo alle nuove forme di circolazione della letteratura.


L’addio a una voce irregolare

Ryu Murakami è scomparso il 17 ottobre 2026, a 74 anni, nella sua casa di Tokyo. Gentosha ha comunicato la notizia il 23 ottobre, quando le esequie, svolte in forma riservata, erano già state celebrate con i familiari.

Nato a Sasebo, nella prefettura di Nagasaki, il 19 febbraio 1952, lascia più di trenta opere. Nei suoi romanzi il Giappone ordinato delle apparenze lascia spazio a notti metropolitane, adolescenti senza direzione e adulti incapaci di fornire risposte.


Un debutto da 3,5 milioni di copie

A soli 24 anni pubblicò Blu quasi trasparente, scritto durante gli anni universitari. Il libro seguiva un gruppo di ragazzi immersi tra stupefacenti, sesso e feste, con la presenza militare statunitense a fare da sfondo. Il tono distaccato dell’autore evitava sia la condanna morale sia una conclusione redentrice.

L’opera ottenne il Premio Gunzo per gli esordienti e il Premio Akutagawa, quindi raggiunse una diffusione di circa 3,5 milioni di copie. Il successo non eliminò le controversie: alcuni vi lessero una provocazione priva di sostanza, mentre altri riconobbero il ritratto di una generazione priva di riferimenti.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Sasebo, città portuale sede di una grande base navale americana, aveva segnato anche la formazione dell’autore. Durante l’adolescenza partecipò alle manifestazioni contro l’installazione militare, mentre coltivava l’interesse per il cinema, la musica rock e gli scrittori statunitensi; suonava inoltre la batteria in un gruppo.


Dalla trasgressione all’incubo

In Italia Blu quasi trasparente è stato pubblicato prima da Rizzoli e poi da Atmosphere Libri nel 2020. Già in quelle pagine comparivano motivi destinati a tornare nella sua opera: l’isolamento, la frattura tra persona e collettività e la fatica di trovare una collocazione nel mondo.

Con Coin Locker Babies, uscito nel 1980, la sua immaginazione si spinse ancora più lontano. Due neonati abbandonati negli armadietti di una stazione crescono insieme e, da adulti, si muovono in una realtà dominata da violenza e disgregazione. Il racconto abbandona gradualmente il realismo e assume toni visionari, in una città priva di un autentico approdo.

In Piercing un uomo è tormentato dal timore di ferire la figlia, mentre Audition racconta di un vedovo che organizza una selezione fittizia per scegliere una nuova compagna. Takashi Miike ne ricavò nel 1999 un film diventato un riferimento per il cinema dell’orrore.


Desiderio, rabbia e società

Nella zuppa di miso concentra la suspense nell’arco di tre notti, tra i locali a luci rosse di Tokyo. Un giovane accompagnatore della vita notturna cittadina si trova con un turista americano il cui atteggiamento diventa sempre più inquietante.

Tokyo Decadence segue invece una donna impiegata nei servizi sessuali durante gli anni della bolla economica. Il benessere materiale non cancella la solitudine: desiderio, rapporti di forza e bisogno di vicinanza finiscono per sovrapporsi. Murakami portò personalmente il romanzo sullo schermo con un film da lui diretto.

In Sixty-Nine (69) la contestazione diventa il linguaggio con cui gli adolescenti provano a sottrarsi all’autorità. Esodo nel paese della speranza radicalizza lo stesso conflitto: un gruppo di studenti lascia la scuola e tenta di creare una propria economia, convinto che il mondo adulto non abbia più nulla di credibile da offrire. La ribellione, in entrambi i casi, riflette la distanza tra istituzioni e nuove generazioni.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere