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Lifestyle 3 min di lettura21 ott

Dorina Giangrande, la voce dietro gli inizi di Pino Daniele

Cantante e corista napoletana, fu la prima moglie di Pino Daniele e una presenza importante nei suoi primi passi artistici, prima di scegliere una vita lontana dalla scena.

Prima ancora che Pino Daniele diventasse uno dei nomi più amati della musica italiana, Dorina Giangrande ne condivise il percorso iniziale tra prove, collaborazioni e registrazioni. Cantante napoletana, partecipò ai primi lavori del musicista e fu anche la donna che lo accompagnò nei momenti decisivi dell’esordio.

La loro relazione unì per diversi anni vita privata e attività musicale. Dopo la separazione, Giangrande si è progressivamente ritirata dall’attenzione pubblica, lasciando però una traccia significativa nella storia artistica del cantautore.

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La voce degli esordi napoletani

Le informazioni sulla biografia di Dorina Giangrande sono limitate. È comunque noto che proviene da Napoli: alcune ricostruzioni la associano al Vomero, mentre altre indicano il centro storico e la zona di piazza San Gaetano. Il suo ambiente di provenienza viene descritto come diverso da quello popolare in cui era cresciuto Pino Daniele.

Negli anni Settanta entrò nel circuito musicale cittadino come interprete e corista. L’incontro con Pino avvenne durante le prove e le prime collaborazioni, anche nella casa del batterista Rosario Jermano, a Materdei. Giangrande partecipò ai cori del 45 giri Ca calore/Fortunato, pubblicato nel 1976 insieme a Donatella Brighel, e all’album Terra mia del 1977.

La sua voce tornò a comparire nel 1991, nel brano Femmena dell’album Un uomo in blues. Alcune fonti le attribuiscono inoltre un coinvolgimento legato a Bella ’mbriana. Nonostante queste esperienze, Dorina non intraprese una carriera solista di particolare rilievo e, dopo gli anni trascorsi accanto a Daniele, si allontanò dal mondo dello spettacolo.


Un sostegno decisivo per Pino

Secondo il racconto legato ai primi anni della coppia, Giangrande incoraggiò Pino a puntare sulla musica quando il futuro artista era ancora incerto sul proprio percorso. Il consiglio che gli avrebbe dato è rimasto sintetizzato nella frase: «Fai quello che ti piace».

Il 28 aprile 1976 fu inoltre lei a condurlo a Roma, al volante di una Fiat 500 bianca, per raggiungere la sede della EMI. In quell’occasione accompagnò Daniele insieme a Rosario Jermano e Donatella Brighel, in un passaggio importante verso la pubblicazione dei suoi primi lavori.

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Il matrimonio e la vita lontano dai riflettori

Dorina e Pino si sposarono a Napoli il 14 settembre 1977, mantenendo la cerimonia lontana dai mezzi di comunicazione. La loro unione durò approssimativamente tra 15 e 20 anni e terminò nei primi anni Novanta, con la separazione e il successivo divorzio.

Dal matrimonio nacquero Cristina, nel 1978, e Alessandro, venuto al mondo nel 1979 e spesso chiamato Alex. Alessandro ha lavorato a lungo come responsabile della gestione professionale del padre, ha scritto un libro sulla sua vita, insegna al Conservatorio Verdi di Napoli e continua a occuparsi della memoria artistica di Pino. Cristina, invece, conduce un’esistenza più riservata ed è legata alla fondazione dedicata al padre.

Dopo la fine del rapporto con Giangrande, Pino Daniele sposò Fabiola Sciabbarrasi. Dalla seconda unione nacquero Sara, Sofia e Francesco. Dorina si trasferì a Formia, dove la coppia aveva avuto anche uno studio di registrazione, scegliendo di vivere con discrezione e senza esporsi pubblicamente.


Le vicende più recenti

La riservatezza ha continuato a caratterizzare la vita di Giangrande, compresa la sua presenza su Instagram. La sua figura è tornata al centro dell’attenzione con il film biografico Je so’ pazzo, previsto nel 2026, nel quale viene interpretata da Mariasole Pollio.

Negli anni ha inoltre affrontato una controversia giudiziaria relativa all’assegno di mantenimento, quantificato in circa 75.000 euro all’anno. La questione è stata definita dopo la morte di Pino Daniele, avvenuta nel 2015: la Cassazione ha stabilito che l’obbligo non passa agli eredi.

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