Dopo mezzo secolo Emma si ferma: resta la voce online
La storica pubblicazione fondata da Alice Schwarzer saluterà i lettori con il numero dell’8 dicembre, mentre il progetto digitale proseguirà.
Dopo cinquant’anni di pubblicazioni, la rivista femminista tedesca Emma si prepara a uscire per l’ultima volta in formato cartaceo. Alice Schwarzer, che l’aveva creata e guidata fin dall’inizio, ha annunciato che il numero dell’8 dicembre chiuderà la storia editoriale su carta della testata.
La decisione non sarebbe legata a un’emergenza finanziaria. La diffusione è diminuita, ma gli incassi continuano a coprire i costi. A Colonia, parlando con l’agenzia Dpa, Schwarzer ha spiegato: «No, ce ne andiamo perché pensiamo: basta così!».
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Una scelta oltre i bilanci
La fondatrice ha escluso che la contrazione delle vendite sia il motivo decisivo della chiusura. Secondo la sua ricostruzione, Emma avrebbe ancora risorse sufficienti per sostenere le spese, ma dopo tre generazioni di attività è arrivato il momento di interrompere l’edizione stampata.
«Certo, anche la nostra tiratura sta calando. Ma le nostre entrate coprono ancora le spese», ha precisato Schwarzer nella dichiarazione diffusa sull’annuncio. La rivista, ha aggiunto, ha resistito a lungo prendendo posizione anche contro quelle che considerava distorsioni o eccessi compiuti in nome del femminismo.
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Emma continua sul digitale
La conclusione della versione cartacea non coinciderà con la scomparsa del progetto. Il sito e l’attività in rete continueranno a essere disponibili, mantenendo in vita la testata al di là dell’ultimo numero stampato.
Emma era arrivata nelle edicole per la prima volta il 26 gennaio 1977. Schwarzer, considerata la femminista più nota della Germania, ha raccontato che alla base della fondazione ci fu la volontà di creare uno spazio autonomo per le giornaliste, in risposta alla misoginia presente nei cosiddetti «media maschili».
Dopo decenni di battaglie e interventi nel dibattito pubblico, la giornalista ha riconosciuto anche la stanchezza accumulata dalla redazione. «Quindi, perdonateci: ora siamo stanche», ha detto, accompagnando così la scelta di chiudere la carta senza abbandonare del tutto la presenza editoriale di Emma.
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