Disabilità, la svolta è nel progetto di vita: cosa cambia dal 2027
La riforma introduce una valutazione più ampia della persona, conferma le tutele già riconosciute e affida all’Inps un percorso unico per il riconoscimento.
La novità più significativa non riguarda soltanto il modo in cui verrà certificata la disabilità, ma l’obiettivo di costruire intorno alla persona un percorso concreto e personalizzato. Il futuro progetto di vita dovrà coordinare interventi sanitari, sociali e assistenziali sulla base delle esigenze, delle aspirazioni e delle scelte individuali.
A questo si aggiunge il principio dell’“accomodamento ragionevole”: nei luoghi di studio, di lavoro e nella vita quotidiana potranno essere richiesti adattamenti utili a garantire l’esercizio dei diritti in condizioni di parità. Le modifiche dovranno essere sostenibili e non imporre sacrifici sproporzionati a chi è chiamato ad applicarle.
La valutazione guarda alla vita reale
La riforma amplia il punto di osservazione: non verranno considerate soltanto diagnosi e condizioni cliniche, ma anche le difficoltà che la persona incontra nelle attività di ogni giorno. Accanto all’ICD, la classificazione internazionale delle malattie, entrerà in campo l’ICF, dedicata al funzionamento, alla disabilità e alla salute.
Un ulteriore strumento sarà il WHODAS, questionario pensato per raccogliere informazioni sull’autonomia e sulla partecipazione alla vita sociale. In questo modo l’analisi potrà far emergere gli ostacoli ambientali, culturali e relazionali che limitano l’indipendenza, orientando meglio i sostegni necessari.
Le tutele già ottenute restano valide
Il passaggio al nuovo sistema non cancellerà i riconoscimenti già acquisiti. Diritti, prestazioni economiche, servizi e agevolazioni ottenuti entro il 31 dicembre 2026 continueranno a produrre i loro effetti anche dopo l’avvio della riforma.
Chi avrà un verbale collegato alla legge 104 ancora valido alla fine del 2026 non dovrà affrontare automaticamente un’altra visita soltanto per l’arrivo del nuovo anno. La continuità prevista punta a evitare ulteriori adempimenti per le famiglie e per chi assiste una persona con disabilità.
Cambiano parole e livelli di sostegno
Tra gli aspetti innovativi c’è anche il linguaggio utilizzato per descrivere la condizione della persona. La terminologia precedente, compresi riferimenti come “portatore di handicap” e “diversamente abile”, viene superata in favore dell’espressione “persona con disabilità”, più coerente con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
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Anche la distinzione prevista dalla legge 104 tra handicap grave e non grave lascia spazio a una classificazione basata sul bisogno effettivo. Si parlerà di necessità di sostegno lieve o media, oppure di sostegno intensivo, a sua volta suddiviso in elevato e molto elevato. Il cambio di definizione non modifica l’accesso ai permessi lavorativi né agli altri benefici previsti dalle norme.
Un solo percorso affidato all’Inps
La gestione della procedura sarà concentrata presso l’Inps. L’iter prenderà avvio dal certificato medico introduttivo trasmesso online dal medico, senza dover presentare separatamente, in una fase successiva, una distinta richiesta amministrativa.
La valutazione spetterà all’Unità di valutazione di base, formata da professionalità diverse: medici legali dell’Inps, specialisti dell’area psicologica e sociale e un rappresentante delle associazioni di categoria. Quando previsto per i casi seguiti dall’associazione, potrà partecipare anche un professionista indicato da Anffas.
Al termine dell’esame, il verbale cartaceo sarà sostituito da un certificato unico, generalmente senza scadenza. Restano possibili revisioni nei casi in cui siano richiesti controlli periodici. La risposta dovrebbe arrivare entro novanta giorni, termine ridotto a trenta per i minori e a quindici in presenza di patologie oncologiche.
Il nuovo assetto diventerà operativo in tutta Italia dal 1° gennaio 2027, dopo la sperimentazione condotta in alcune aree del Paese. La guida predisposta da Anffas serve a orientare cittadini e familiari tra continuità delle tutele, nuova procedura e strumenti destinati a collegare il riconoscimento della disabilità alla vita concreta della persona.
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