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Lifestyle 3 min di lettura30 set

Dior cambia pelle: il romanticismo folk di Jonathan Anderson conquista Parigi

La nuova collezione primavera-estate 2027 intreccia trasparenze, piume e richiami agli anni Settanta con l’eredità della maison francese.

«Una femminilità poetica, giocata su trasparenze e fluidità. Dettagli floreali incredibili e tagli eterei, senza dimenticare accessori ricchi e ricercati!». Così Catherine Newey, vicedirettrice generale del Gruppo Le Bon Marché, ha descritto la proposta vista a Parigi, sottolineandone la leggerezza e la ricchezza degli elementi decorativi.


Il dialogo tra due identità

Il legame tra Jonathan Anderson e Dior emerge già dall’apertura della passerella: una camicia a righe dal taglio preciso viene abbinata a una gonna floreale. È uno dei capi distintivi del guardaroba dello stilista, già apparso nella collaborazione con Uniqlo, e diventa un evidente punto d’incontro tra il suo marchio JW Anderson e la storia della maison francese.

Tim Blanks, critico di moda e giornalista di Business of Fashion, ha riconosciuto nella sfilata diversi richiami al repertorio personale del creativo, dalle camicie alle superfici ondulate. A suo giudizio, Anderson riesce a trasformare gli oggetti in qualcosa di più elevato, pur senza aderire all’immagine convenzionale del romantico: tra gonne di mussola e calzature dall’aria quasi agricola, la collezione conserva infatti una vena inattesa.


Dal giardino agli anni Settanta

Il designer guarda agli archivi con l’intenzione di rinnovarne la materia senza cancellarne l’identità. Nella sua nota d’intenti spiega di voler permettere alla «natura intrinseca dei pezzi d’archivio» di emergere attraverso sagome inedite, una direzione che nelle ultime stagioni si è legata spesso all’immaginario del giardino.

La sua esperienza ai vertici di Loewe, durata undici anni, ha contribuito alla trasformazione della maison spagnola di pelletteria in un grande gruppo del lusso. Anderson continua inoltre a seguire JW Anderson e a lavorare su numerose collaborazioni, tra cui quelle con Uniqlo e Moncler, mentre dal giugno 2025 Dior gli ha affidato le linee femminili, maschili e l’alta moda: un incarico senza precedenti dai tempi di Christian Dior.


Colori, piume e frange in passerella

Nel Jardin des Tuileries la nuova direzione prende forma attraverso minigonne in crêpe giallo pallido, pantaloni a tre quarti ispirati al flamenco e balze dai colori vivaci. A bilanciare questi elementi arriva un maglione nero, annodato in vita, mentre il tweed compare in versioni leggere e in effetti ottici che ne suggeriscono la presenza senza riprodurla in modo tradizionale.

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La tavolozza si amplia con pantaloni svasati dall’aspetto metallico, declinati in argento e verde, borse vivaci ornate da frange, ornamenti per i capelli e numerose piume, cucite sui capi oppure applicate in superficie. L’insieme costruisce una rilettura folklorica degli anni Settanta, distante dai codici più riconoscibili della Dior parigina.


Le star e il segnale al mercato cinese

Rihanna, Rosalía, Jennifer Lawrence e Jisoo, componente delle Blackpink, hanno seguito la sfilata dalla prima fila. La loro presenza ha richiamato centinaia di ammiratori in Place de la Concorde, accorsi nella speranza di riuscire a vederle da vicino.

Anche l’invito conteneva un riferimento preciso: due noci lavorate da strofinare tra i palmi, presentate dalla maison come un rituale cinese di buon auspicio. Il richiamo si collega al peso del mercato cinese nel settore del lusso, un’area che negli ultimi due anni ha rallentato bruscamente e che non ha ancora ritrovato pienamente lo slancio precedente.

La collezione primavera-estate 2027 è stata dunque presentata durante la settimana della moda femminile di Parigi, con il giardino delle Tuileries trasformato nello scenario di una nuova fase per Dior. Al centro non c’è soltanto il folklore, ma il tentativo di far convivere l’archivio della maison con la sensibilità personale di Anderson.

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