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Lifestyle 3 min di lettura2 ott

Dal maglione a Quentin Crisp: i sette segreti di Sting

Il cantante inglese festeggia 75 anni: dall’infanzia nei cantieri navali alla battaglia per l’Amazzonia, passando per famiglia, teatro e vini toscani.

Il nome Sting è nato da un capo d’abbigliamento, ma la sua storia va ben oltre la musica. Gordon Matthew Thomas Sumner, nato il 2 ottobre 1951 a Wallsend, nel nord-est dell’Inghilterra, festeggia 75 anni dopo aver attraversato l’epoca dei Police, costruito una lunga carriera solista e trasformato i ricordi d’infanzia in un musical. Ecco sette aspetti meno conosciuti della sua vita.


Un soprannome diventato mondiale

Prima del successo con i Police, Sumner suonava il basso in alcune formazioni jazz dell’area di Newcastle. Durante il periodo trascorso con i Phoenix Jazzmen, un collega lo accostò a un’ape per via del maglione a righe gialle e nere che indossava spesso. Da quella battuta nacque Sting, parola inglese che richiama il pungiglione.

Anche uno dei suoi brani più celebri ha alle spalle una persona precisa. Englishman in New York, pubblicata nel 1987 nell’album …Nothing Like the Sun, fu ispirata da Quentin Crisp, scrittore e protagonista della cultura gay britannica trasferitosi a Manhattan. Sting lo frequentò negli anni Ottanta e ne apprezzò il coraggio con cui difendeva la propria identità in un periodo in cui l’omosessualità era ancora perseguita dalla legge.


Amore, figli e un’eredità diversa

La vita sentimentale del cantante comprende due matrimoni. Nel 1976 sposò l’attrice Frances Tomelty, dalla quale divorziò nel 1984; nell’agosto 1992 convolò nuovamente a nozze con Trudie Styler, sua compagna già da diversi anni. Styler è attrice, produttrice e regista, oltre a condividere con Sting la gestione della tenuta Il Palagio e diverse iniziative ambientali.

Dal primo matrimonio sono nati Joe e Fuchsia, conosciuta come Kate. Con Styler ha avuto invece Brigitte Michael, detta Mickey, Jake, Eliot, chiamata Coco, e Giacomo. Quanto al patrimonio, Sting ha più volte chiarito di non voler garantire ai figli una rendita automatica: nel 2014 spiegò di non voler lasciare loro «fondi fiduciari che siano un peso al collo», sostenendo che avrebbero dovuto lavorare.

Nel maggio 2026, durante la trasmissione televisiva CBS Sunday Morning, ha ribadito la stessa posizione. Secondo il cantante, convincere i figli che non sia necessario lavorare sarebbe «una forma di abuso di cui spero di non essere mai colpevole»; nello stesso intervento ha elogiato la loro forte etica professionale.


Dall’Amazzonia alla campagna toscana

L’impegno per le popolazioni indigene iniziò dopo l’incontro con Raoni, leader del popolo Kayapó, avvenuto nel novembre 1987 nella regione brasiliana dello Xingu. Due anni più tardi Sting lo accompagnò in un viaggio attraverso 17 Paesi per richiamare l’attenzione sulla distruzione della foresta amazzonica.

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Nel 1989 Sting e Trudie Styler crearono la Rainforest Foundation, con l’obiettivo di sostenere i Kayapó nella difesa e nel riconoscimento dei loro territori tradizionali. Nel 1993 il governo brasiliano riconobbe alla comunità un’area superiore a 40 mila chilometri quadrati vicino al Parco dello Xingu. Oggi l’organizzazione finanzia progetti insieme a comunità indigene presenti in oltre 20 Paesi.

A questa attività si affianca la vita nella tenuta Il Palagio, acquistata dalla coppia nel 1997 a Figline e Incisa Valdarno, a sud di Firenze. Il recupero della villa e dell’azienda agricola ha portato alla produzione di vino, olio e miele; alcune etichette richiamano titoli del repertorio di Sting, tra cui Sister Moon, When We Dance e Message in a Bottle.

Il vino Sister Moon 2020 ha ricevuto i Tre Bicchieri nella guida del Gambero Rosso 2023. La proprietà comprende anche un punto vendita, una pizzeria e un locale dedicato alle degustazioni.


Il porto di Wallsend sale sul palco

Il paesaggio industriale della città natale è diventato il cuore di The Last Ship, musical ambientato in una comunità colpita dalla crisi dei cantieri navali. Sting conosce bene quel mondo: suo padre faceva il lattaio, mentre il nonno e il bisnonno lavoravano nella costruzione delle navi.

Dopo il debutto a Broadway nel 2014, il musicista scelse di entrare nel cast. Nel 2026 ha preso parte a una nuova versione dello spettacolo, rappresentata anche al Theatre Royal Drury Lane di Londra dal 22 settembre al 3 ottobre. La storia teatrale ha così riportato sulla scena il contesto sociale e familiare da cui era partito.

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