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Lifestyle 2 min di lettura50 min fa

Cortei del 30 ottobre, dolci e scudi abbassati nelle città

A Napoli le paste agli agenti, a Bologna e Torino i reparti hanno ridotto le protezioni durante i blocchi.

Le manifestazioni del 30 ottobre hanno registrato diversi gesti di distensione tra i partecipanti ai cortei e le forze dell’ordine, accanto a tensioni e scontri in varie città italiane.

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I gesti verso gli agenti

A Napoli due giovani hanno raggiunto il dispositivo di polizia davanti alla sede dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, in via Reggia di Portici. In mano avevano due vassoi con sfogliatelle, graffe e cornetti, poi consegnati agli agenti in tenuta antisommossa. «Non sono loro il problema, non dobbiamo prendercela con le forze dell’ordine: anche loro devono mettere la benzina e fare la spesa», hanno spiegato ai giornalisti. Le immagini dell’episodio sono state tra le più rilanciate della giornata.

A Bologna, dopo alcune spinte e l’uso dei manganelli in via Stalingrado, il passaggio verso tangenziale e autostrada ha assunto un tono diverso. Alcuni finanzieri hanno tolto il casco e abbassato gli scudi, ricevendo applausi e frasi come «Siete lavoratori anche voi» e «Buon lavoro». Il reparto ha poi seguito il corteo fino all’uscita 7; alla fine, alcuni manifestanti hanno raccolto i rifiuti rimasti sull’asfalto.

A Torino la stessa richiesta è arrivata dai partecipanti raccolti nell’area di corso Giulio Cesare, lungo il percorso diretto verso l’A4. Rivolgendosi ai finanzieri schierati all’ingresso dell’autostrada, alcuni manifestanti hanno gridato: «Noi non siamo contro nessuno, siamo solo contro la miseria. Guardia di finanza, siete i nostri fratelli». Anche in questo caso caschi e scudi sono stati rimossi tra gli applausi.


Numeri e motivi della protesta

Secondo gli organizzatori, oltre un milione di persone ha partecipato ai cortei in più di 50 città. Il governo ha fornito invece una stima molto più bassa, pari a poco più di 200 mila manifestanti. Alla mobilitazione, promossa dall’Unione Sindacale di Base (USB), hanno aderito studenti, lavoratori, agricoltori, autotrasportatori, collettivi, movimenti per il diritto alla casa e centri sociali.

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Le richieste hanno riguardato il costo della vita, il contrasto alla politica di riarmo, la precarietà e il diritto allo studio. In diversi centri i cortei hanno provocato blocchi stradali e rallentamenti alla circolazione; a Bologna, il collegamento tra tangenziale e autostrada è rimasto fermo per circa tre ore. La partecipazione è stata descritta come più tranquilla rispetto alle proteste del 16 e 17 ottobre, pur con episodi di tensione.


Gli scontri in diverse città

A Torino la situazione è degenerata davanti alla Prefettura, dove le forze dell’ordine hanno impiegato gli idranti per contenere i manifestanti. Gli incidenti non si sono limitati al capoluogo piemontese e hanno coinvolto anche Roma, Vicenza, Genova e Mestre.

Nella capitale e in altri centri gli scontri sono proseguiti fino alla sera. Per oggi sono previste nuove manifestazioni in diverse città europee sugli stessi temi.

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