Colesterolo, ApoB e Lp(a): due test per il rischio cardiovascolare
I due test misurano il numero delle particelle e un rischio ereditario che può cambiare dopo la menopausa
Un controllo del colesterolo può includere anche ApoB e lipoproteina(a), due parametri utili per valutare meglio il rischio cardiovascolare. A spiegarne il significato è la nutrizionista Federica Almondo, specialista in Scienza dell’Alimentazione.
Lancome
-20% sui pacchetti da Lancôme
Quante particelle circolano
Il colesterolo non viaggia libero nel sangue: viene trasportato da strutture chiamate lipoproteine. Le LDL lo portano verso i tessuti, mentre le HDL favoriscono il trasferimento inverso verso il fegato. Da qui derivano le definizioni comuni di colesterolo “cattivo” e “buono”.
Il valore delle LDL indica quanta sostanza viene trasportata, ma non dice quante particelle la stanno distribuendo. L’ApoB permette di completare questa informazione: ogni lipoproteina che la contiene possiede una sola molecola di questa proteina, che può essere considerata come un contrassegno identificativo.
A parità di colesterolo trasportato, quindi, possono esserci poche particelle molto cariche oppure molte particelle con un contenuto minore. Nel secondo caso il numero di elementi potenzialmente in grado di fermarsi sulla parete arteriosa è più elevato. Questa situazione è frequente quando i trigliceridi aumentano, condizione che può comparire più facilmente dopo la menopausa e con l’accumulo di grasso addominale.
Quando le lipoproteine restano nella parete delle arterie possono ossidarsi e alimentare un processo infiammatorio. I globuli bianchi le inglobano e contribuiscono alla formazione della placca aterosclerotica.
Perché misurare la lipoproteina(a)
La lipoproteina(a), indicata anche come Lp(a), è simile alle altre particelle ma presenta una componente aggiuntiva. Questa caratteristica può renderla più incline ad aderire alle arterie e a favorire la coagulazione. Se il suo livello è alto, il rischio cardiovascolare risulta maggiore.
La concentrazione della Lp(a) dipende soprattutto dall’eredità genetica. Per questo tende a rimanere abbastanza stabile negli anni e l’alimentazione riesce a modificarla solo in misura limitata. Le raccomandazioni europee e statunitensi suggeriscono di controllarla almeno una volta in età adulta: il risultato offre infatti un’informazione che, nella maggior parte dei casi, non cambia rapidamente e non richiede verifiche frequenti.
Il ruolo degli ormoni
Nelle donne il dato va interpretato anche considerando la fase della vita. Gli estrogeni contribuiscono a mantenere più contenuta la Lp(a); con la menopausa, quando la loro presenza diminuisce, il valore può crescere.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Non è ancora stabilito se una misurazione eseguita prima della menopausa sia sufficiente per tutto il percorso successivo. Su questo punto le prove disponibili non sono definitive e il controllo può essere valutato dal medico in base al profilo complessivo della persona.
Sono allo studio terapie specifiche per ridurre la Lp(a), ma finora nessun trattamento ha dimostrato di diminuire con certezza il numero di infarti e ictus. In presenza di valori elevati si presta quindi maggiore attenzione agli altri fattori di rischio cardiovascolare.
Alimentazione e trigliceridi
A differenza della Lp(a), l’ApoB può risentire delle abitudini quotidiane. Un’alimentazione equilibrata, ispirata al modello mediterraneo e ricca di olio extravergine d’oliva, insieme all’attività fisica, può contribuire a limitare l’ossidazione delle LDL.
Un consumo elevato di zuccheri e farine raffinate stimola il fegato a produrre più trigliceridi. Questo favorisce la presenza di particelle piccole, numerose e più facilmente ossidabili. Al contrario, le fibre solubili contenute in alimenti come legumi e avena trattengono parte del colesterolo nell’intestino, favorendone l’eliminazione e spingendo il fegato a recuperarlo dal sangue.
Secondo Federica Almondo, i risultati di ApoB, Lp(a), trigliceridi e colesterolo vanno letti insieme per definire un programma alimentare e di movimento personalizzato. In alcuni casi può essere presa in considerazione anche un’integrazione mirata, seguita da nuovi controlli per verificare la risposta.
La specialista
Federica Almondo si è formata in Scienza dell’Alimentazione presso il Centro di Dietologia e Obesità dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Ha fondato e diretto Cerva 16 – Nutrition & Anti-aging Center e oggi segue le aree dedicate alla nutrizione e alla longevità di Image Regenerative Clinic, con sedi a Milano e St. Moritz.
Il suo lavoro comprende valutazioni della composizione corporea, del microbiota intestinale, dello stress ossidativo e del metabolismo, oltre a percorsi legati a menopausa, salute intestinale e gestione dello stress. Si occupa anche di nutrigenetica, nutraceutica, metabolomica, epigenetica e terapia chetogenica, utilizzata in alcuni percorsi per diabete di tipo 2, sindrome dell’ovaio policistico, fibromialgia e lipedema.
Continua a leggere
Flavia Vento spiega i ritiri tra Covid, insonnia e zanzare
Nel podcast di Federico Fashion Style ha raccontato cosa l’ha spinta a lasciare quattro programmi televisivi
Camilla Ardenzi canta Ornella Vanoni con Gianluca Ginoble
La nipote della cantante si è esibita nel programma de Il Volo sulle note di Ti lascio una canzone
Lopez torna in studio dopo l’università dei gemelli
La cantante trasforma la nostalgia per Emme e Max in nuova musica e pensa ai sogni accantonati
Nove italiani coinvolti in Spagna, tre ancora irreperibili
La Farnesina conferma cinque persone stabili, un ricovero a Toledo e tre donne ancora senza notizie