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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Cistite, cinque tisane utili soprattutto per prevenirla

Idratazione e diuresi possono ridurre il ristagno urinario, ma le infezioni richiedono una valutazione medica.

Cinque tipi di tisana possono sostenere la prevenzione della cistite, soprattutto grazie all’apporto di liquidi. Non sostituiscono però le cure necessarie quando è presente un’infezione batterica.

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Perché l’idratazione può aiutare

Bere con regolarità aumenta la produzione di urina e favorisce lo svuotamento della vescica. In questo modo si riduce il ristagno, mentre alcune piante possono offrire un’azione emolliente, antiossidante o antinfiammatoria osservata soprattutto in studi sperimentali.

La cistite è un’infiammazione della vescica che colpisce spesso le donne: circa una su due sperimenta almeno un’infezione urinaria nel corso della vita. Nella maggior parte dei casi è coinvolto l’Escherichia coli, batterio normalmente presente nell’intestino che può raggiungere l’uretra e risalire fino alla vescica.

Tra i fattori che possono favorire il disturbo ci sono anche i rapporti sessuali, le variazioni ormonali della menopausa e la scarsa idratazione della mucosa vulvare. Possono incidere inoltre detergenti inadatti e biancheria non di cotone.


Le piante più utilizzate

Il mirtillo rosso americano è tra i rimedi vegetali più studiati per le infezioni urinarie ricorrenti. Le sue proantocianidine di tipo A possono ostacolare l’adesione di alcuni ceppi di Escherichia coli alle cellule delle vie urinarie. Il possibile beneficio riguarda soprattutto la prevenzione in alcune donne, mentre la concentrazione di queste sostanze nelle tisane può variare molto rispetto agli estratti standardizzati.

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La malva contiene mucillagini e polisaccaridi capaci di trattenere acqua e formare soluzioni viscose. L’infuso contribuisce ai liquidi assunti e può risultare lenitivo, ma non ci sono prove cliniche solide che dimostrino un’azione diretta sulla mucosa della vescica.

L’equiseto viene tradizionalmente impiegato per favorire la diuresi, grazie alla presenza di flavonoidi, sali minerali e composti fenolici. L’ortosifon, noto anche come tè di Giava, è utilizzato con lo stesso obiettivo e contiene flavonoidi, tra cui la sinensetina. Per entrambe le piante, tuttavia, le conferme cliniche sulla prevenzione o sulla cura della cistite batterica restano limitate.


Attenzione all’automedicazione

L’uva ursina richiede particolare prudenza. Non è adatta a un uso prolungato o fai da te nelle cistiti ricorrenti ed è sconsigliata, in particolare, durante gravidanza e allattamento e in presenza di malattie renali. Le preparazioni medicinali devono essere utilizzate soltanto secondo le indicazioni autorizzate e dopo un parere sanitario.

L’effetto diuretico non coincide con un’azione antibatterica. Equiseto e ortosifon, inoltre, possono non essere indicati per chi soffre di alcune patologie renali o cardiache. In caso di infezione, la terapia va stabilita in base ai sintomi, ai fattori di rischio e, quando necessario, ai risultati dell’esame delle urine e dell’urinocoltura: gli antibiotici mirati non possono essere sostituiti dalle tisane.

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