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Carlo Acutis al cinema: cosa cambia tra il film e la sua vita vera

La pellicola di Giacomo Campiotti ripercorre l’infanzia e l’adolescenza di Carlo Acutis, tra fede, passioni quotidiane e luoghi realmente frequentati.

“Un santo in jeans e scarpe da ginnastica”, vicino ai ragazzi e alla loro quotidianità: è così che Antonia Salzano ha descritto il figlio Carlo Acutis, raccontato nel film Il mio nome è Carlo. La pellicola prova infatti a mostrare il futuro santo senza separarlo dalla sua età, dalle amicizie e dalle passioni comuni a molti adolescenti.


Una storia vera portata sullo schermo

Il lavoro diretto da Giacomo Campiotti nasce dal libro Il segreto di mio figlio, scritto dalla madre di Carlo. Non si tratta di una ricostruzione pensata come semplice agiografia: il protagonista viene presentato mentre vive esperienze normali, senza che la sua spiritualità cancelli il resto della sua vita.

Nel racconto trovano spazio la scuola, il pallone, la Playstation, gli amici e il sassofono. Allo stesso tempo, Carlo coltiva una fede profonda, che si traduce anche nell’attenzione verso le persone più povere incontrate per strada. Secondo Antonia Salzano, il film non altera la biografia del figlio, ma la trasforma in una narrazione cinematografica accessibile ai giovani.


Milano resta il cuore del racconto

La vicenda si sviluppa soprattutto a Milano, città nella quale Carlo è cresciuto e ha trascorso gran parte della sua breve esistenza. Diverse sequenze sono state realizzate in luoghi a lui familiari, tra cui l’istituto delle Marcelline, il Leone XIII, la chiesa di Santa Maria Segreta e l’ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio.

La produzione ha girato alcune immagini anche ad Assisi, località particolarmente importante per il legame di Carlo con San Francesco. L’ambientazione, dunque, conserva un rapporto diretto con i luoghi della sua formazione e con quelli legati alla sua devozione.

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Tre attori per Carlo

Il personaggio principale viene affidato a tre interpreti, scelti per rappresentarlo in età diverse. Nicolò Caruz Jaramillo veste i panni di Carlo a 6 anni, Edoardo Vitalone lo interpreta a 11, mentre Samuele Carrino assume il ruolo nell’ultima fase dell’adolescenza.

Nel cast figurano anche Lucia Mascino nel ruolo di Antonia Salzano e Flavio Parenti in quello di Andrea Acutis. Completano il gruppo Brayan Palliyagoda, Nicky Passarella, Niccolò Festini Mira, Stefano Massari e Maurizio Donadoni, rispettivamente nei personaggi di Rajesh, Sofia, Alessio, Nick e del parroco.


Quando arriva in televisione

Il film segue Carlo dall’età di 6 anni fino alla morte, avvenuta quando ne aveva 15. La leucemia lo porta via in pochi giorni, chiudendo una vicenda umana breve ma segnata da una forte intensità spirituale.

Il mio nome è Carlo è una coproduzione tra RTI e Movie Magic International, con Movie Magic International alla produzione. Canale 5 lo trasmetterà in prima visione domenica 27 settembre 2026; la canonizzazione di Carlo Acutis è stata celebrata da Papa Leone XIV il 7 settembre 2025.

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