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Lifestyle 2 min di lettura2 giorni fa

Borse Primavera-Estate 2027: i modelli che hanno rubato la scena a Milano

Dalle forme mini ai volumi oversize, le passerelle milanesi hanno messo gli accessori al centro del look con proposte molto diverse tra loro, ma tutte destinate a farsi notare.

Le passerelle di Milano hanno messo un messaggio in chiaro: nella Primavera-Estate 2027 la borsa non accompagna soltanto l’outfit, ma lo guida. Piccola o maxi, morbida o costruita, essenziale o vistosa, diventa il dettaglio che racconta meglio lo spirito delle collezioni.


Accessori che dettano il ritmo

Tra le sfilate della Milano Fashion Week, gli accessori hanno assunto un ruolo centrale e, in molti casi, hanno finito per definire l’intera immagine proposta in passerella. La varietà è ampia, ma il risultato è uno solo: ogni maison usa la borsa per dare forma a una diversa idea di eleganza.

C’è chi punta su modelli capienti e informali, chi su costruzioni più compatte e chi, ancora, lavora su materiali e dettagli per rendere l’oggetto quasi narrativo. Il filo comune sta nella capacità di rendere l’accessorio immediatamente desiderabile, senza ridurlo a semplice complemento.


Le idee più forti in passerella

Da Marni, Meryll Rogge parte da un aeroplanino di carta e traduce quell’idea di leggerezza in borse dalle forme morbide e dall’aspetto quasi assemblato. L’effetto è quello di un oggetto che sembra cambiare natura, proprio come il resto della collezione, costruita su contrasti e trasformazioni.

Max Mara guarda invece alle grandi viaggiatrici e alle pioniere dell’avventura degli anni Trenta: il risultato sono borse ampie, soffici, in camoscio, pensate per essere portate a spalla o adattate alle esigenze del momento. Su un registro diverso, Etro lavora su pezzi piccoli e preziosi, con frange, lavorazioni paisley e dettagli dorati che li fanno sembrare quasi amuleti.


Dal minimalismo al caos controllato

MM6 Maison Margiela insiste sulle proporzioni e sui modi insoliti di indossare gli accessori, con volumi generosi, linee essenziali e camoscio morbido al punto da piegarsi su se stesso. Missoni resta fedele al suo lessico più riconoscibile: secchielli, pouch con coulisse, hobo e maxi tote bag seguono l’idea di un guardaroba libero, mobile e un po’ eccentrico.

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Antonio Marras porta in scena il matrimonio sardo di Ippolita e Antiogu, già concluso e lasciato in uno stato di meraviglioso disordine. Anche qui le borse si dividono tra modelli puliti e versioni più decorate, con micro-borchie e cristalli che aggiungono un accento quasi punk.


Prada, Jil Sander e Diesel alzano la posta

Jil Sander spinge il minimalismo verso una zona meno prevedibile, introducendo nelle borse elementi che sembrano interrompere la perfezione: cerniere lasciate aperte e forme non rigidamente controllate. Simone Bellotti usa proprio l’imperfezione come parte del discorso visivo della collezione.

Prada, con Miuccia Prada e Raf Simons, sceglie invece linee compatte e strutturate, attraversate da texture animalier e pitonate e da colori come rosso, verde smeraldo e blu elettrico. Sono modelli da portare vicino al corpo, ma con un impatto forte.

Diesel chiude il quadro con l’energia di una festa techno: Glenn Martens saluta la maison dopo sei anni con borse vissute, oversize, cariche di fibbie metalliche, impunture a contrasto, denim e richiami animalier. Un finale rumoroso, coerente con l’idea di eccesso che attraversa l’intera proposta.

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