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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Bonus mamme 2026, 720 euro in arrivo: chi può chiederli e chi resta fuori

L’Inps ha aggiornato l’importo mensile e aperto le richieste online: ecco requisiti, scadenze, esclusioni e prospettive per il 2027.

L’aumento porta il sostegno per le madri lavoratrici fino a 60 euro per ogni mese maturato nel 2026, con un massimo annuale di 720 euro. La richiesta va presentata entro dicembre tramite la piattaforma dell’Inps, ma la misura non è destinata a tutte le lavoratrici: tra le escluse figurano colf e badanti, una scelta ora sottoposta al vaglio della Corte Costituzionale.

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L’esclusione che attende una risposta

Il caso più controverso riguarda le lavoratrici domestiche. Colf e badanti, infatti, non possono accedere al bonus, nonostante questa categoria sia composta in larga parte da donne e presenti spesso redditi contenuti.

Il Tribunale di Milano ha sollevato una questione di legittimità costituzionale sulla norma. Spetterà quindi alla Corte Costituzionale verificare se l’esclusione sia compatibile con i principi di uguaglianza e con la tutela della maternità previsti dalla Costituzione.


Come arriva il nuovo importo

Per il 2026 l’Inps ha innalzato la quota da 40 a 60 euro per ciascun mese nel quale la lavoratrice possiede i requisiti, anche se l’attività lavorativa è stata svolta soltanto per una parte del mese. Chi mantiene le condizioni richieste per tutto l’anno può dunque raggiungere 720 euro complessivi.

Sebbene il calcolo sia mensile, il pagamento non avviene ogni mese. L’istituto verifica il periodo maturato nel corso del 2026, somma le singole quote e accredita l’importo in un’unica soluzione entro dicembre. La somma non è soggetta all’Irpef, non prevede trattenute né versamenti contributivi e non incide sul valore dell’Isee.


Requisiti e domanda online

Il beneficio può essere richiesto dalle lavoratrici con due figli, purché il più piccolo non abbia ancora compiuto dieci anni. Sono ammesse anche le madri con almeno tre figli, ma in questo caso devono avere un contratto a tempo determinato oppure svolgere un’attività autonoma.

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Un ulteriore requisito riguarda il reddito da lavoro: il compenso lordo annuale non deve superare 40.000 euro. L’Inps ha già reso disponibile il servizio telematico per inoltrare la domanda e il termine per presentarla è fissato a dicembre 2026.


Chi non può ricevere il bonus

Oltre alle lavoratrici domestiche, restano fuori dal sostegno le persone che percepiscono la Naspi o la Dis-Coll, cioè le indennità destinate rispettivamente a chi ha perso il lavoro e ai collaboratori. L’esclusione riguarda anche chi è già pensionato.

Non rientrano inoltre nella misura le madri con almeno tre figli assunte a tempo indeterminato. Per loro è già previsto un diverso vantaggio: l’esonero totale dai contributi previdenziali per invalidità, vecchiaia e superstiti, indicati con la sigla Ivs.


Dal 2027 potrebbe cambiare tutto

L’attuale versione del bonus è prevista fino al 31 dicembre 2026. Per l’anno successivo l’orientamento indicato è trasformare il pagamento unico di fine anno in una riduzione percentuale applicata direttamente alle imposte sul lavoro.

Il cambiamento, tuttavia, non è ancora definitivo. La conferma delle nuove regole dipenderà dalle decisioni del Governo e dai decreti necessari per renderle operative.

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