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Lifestyle 3 min di lettura1 ora fa

Bond, la scelta è vicina: Elordi in pole ma resta il mistero

I provini per il nuovo 007 sarebbero terminati, ma Amazon MGM non conferma: Jacob Elordi e Jack Lowden restano tra i nomi più discussi.

Il prossimo James Bond potrebbe avere presto un volto, anche se per ora manca qualsiasi conferma ufficiale. Secondo l’insider Jeff Sneider, Amazon MGM avrebbe completato i provini e Jacob Elordi sarebbe il candidato favorito del regista Denis Villeneuve. L’annuncio, sostiene il giornalista, potrebbe arrivare «molto, molto presto».

La cautela resta però d’obbligo: Sneider ha precisato di conoscere con certezza soltanto la partecipazione di Elordi e Jack Lowden alle audizioni. Il possibile vantaggio dell’attore australiano, così come il ruolo di Villeneuve nella scelta, appartiene invece al campo delle previsioni. Amazon MGM ha fatto sapere che non commenterà il casting fino al momento opportuno.

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Elordi al centro delle ipotesi

Jacob Elordi, nato a Brisbane nel 1997, è il nome più riconoscibile tra quelli circolati finora. In Italia ha conquistato grande visibilità con Heathcliff in Cime tempestose, film che dopo l’uscita a febbraio ha guidato gli incassi nazionali per tredici giorni consecutivi. La sua filmografia comprende anche Euphoria e la Creatura di Frankenstein di Guillermo del Toro, interpretazione che gli ha portato una candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista.

La candidatura di Elordi presenta tuttavia due elementi di discussione. L’attore non è britannico, ma australiano, e i suoi 1,96 metri lo renderebbero il più alto interprete di Bond nella storia della serie, ben oltre i 1,78 metri di Daniel Craig. Il precedente geografico, comunque, esiste: George Lazenby, protagonista di 007 nel 1969, arrivava proprio dall’Australia.


Lowden resta il candidato più in parte

Jack Lowden, scozzese di 36 anni, ha costruito la propria reputazione soprattutto grazie al personaggio di River Cartwright in Slow Horses, serie ambientata nel mondo degli agenti dell’MI5 e interpretata anche da Gary Oldman. Tra i suoi lavori figura inoltre Dunkirk, diretto da Christopher Nolan. Il suo nome circola da agosto, quando lo scrittore Richard Osman riferì di aver sentito che fosse seriamente valutato, pur sottolineando che l’accordo non era concluso.

Per caratteristiche professionali e nazionalità, Lowden sembra rispettare più da vicino l’immagine tradizionale dell’agente segreto. La sua età, però, supera quella indicata in precedenza da Deadline per il nuovo interprete: lo studio cercherebbe infatti un attore giovane, capace di sostenere un impegno pluriennale.

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Barton non è ancora fuori dai giochi

Tra gli altri nomi c’è Jack Barton, inglese di 31 anni e meno conosciuto dal grande pubblico. L’attore ha interpretato David, fratello maggiore di Nick, in Heartstopper e ha recitato in SAS: Rogue Heroes, serie scritta da Steven Knight, lo stesso autore coinvolto nella sceneggiatura del nuovo film di Bond.

Ad agosto Page Six lo aveva indicato come possibile favorito di Villeneuve e della direttrice del casting Nina Gold. Barton corrisponde inoltre al profilo emerso nel settembre 2025: un interprete britannico, maschile, poco noto e tra la seconda metà dei vent’anni e i primi trenta. Il fatto che Sneider non lo abbia citato nella sua newsletter non equivale a un’esclusione.


Un Bond per cinque film

La produttrice Amy Pascal ha spiegato che il nuovo capitolo dovrà proporre «qualcosa di davvero diverso», anche perché l’eredità lasciata da Daniel Craig è particolarmente impegnativa. Le fonti citate da Page Six riferiscono che Amazon MGM punterebbe su un attore abbastanza giovane da sostenere cinque film, seguendo il percorso di Craig, rimasto nei panni di 007 per quindici anni.

Le riprese sarebbero previste nel 2027, mentre l’arrivo nelle sale è indicato per il 2028. Pascal considera la fine dell’anno una finestra plausibile per l’annuncio, ma lo studio continua a mantenere il riserbo e promette aggiornamenti soltanto quando la decisione sarà definitiva.

Il caso di Craig invita intanto a non considerare decisive le prime reazioni. Nel 2005 la sua scelta aveva suscitato numerose critiche; in seguito Casino Royale cambiò il giudizio sul nuovo protagonista, che interpretò Bond per cinque film fino a No Time to Die, uscito nel 2021.

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