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Lifestyle 2 min di lettura1 ora fa

Battista, il rap nato nell’ombra che ha conquistato tutti in un brano

Andrea Parisi, casertano classe 1999, è esploso con una canzone fuori dagli schemi: dietro il successo ci sono però anni di lavoro, un duo con il fratello e un’identità già definita.

In pochi giorni Battista è passato dall’essere quasi sconosciuto a diventare uno dei nomi più discussi del rap italiano. Un solo brano, privo di ritornello e costruito in dialetto, ha attirato l’attenzione di Marracash, Geolier, Gemitaiz, Frankie hi-nrg e Inoki. Anche Roberto Saviano ha rilanciato il progetto, descrivendo il suo autore come «un poeta dell’hip hop».


Un debutto lontano dalle regole

La traccia dura 2 minuti e 37 secondi e rinuncia a molte delle formule abituali per catturare subito il pubblico. Al posto di una struttura radiofonica ci sono versi serrati, strumenti della tradizione come zampogne e ciaramelle e un racconto personale legato alla fede.

Al centro del testo c’è la storia della nascita di Andrea Parisi. Durante la gravidanza, ai suoi genitori sarebbe stata prospettata un’elevata probabilità che il figlio avesse la sindrome di Down, con il suggerimento di interrompere la gestazione. La coppia decise invece di andare avanti e Andrea nacque senza quella condizione. Da questo episodio Battista ricava una preghiera in forma rap, con un richiamo al Vangelo secondo Matteo.

Anche la comunicazione ha seguito una direzione insolita. Il profilo Instagram dell’artista contiene pochissimi elementi e non è stata accompagnata da una lunga campagna promozionale. Il video, intanto, ha iniziato a raccogliere visualizzazioni e ha alimentato la curiosità sull’identità del rapper e sulle sue origini nella provincia di Caserta.


Prima di Battista c’erano i Laxxard

Dietro il nuovo nome c’è Andrea Parisi, nato nel 1999 e cresciuto nell’area casertana. Un indizio arriva dall’81030 riportato sul suo profilo, il codice di avviamento postale collegato alla zona di Castel Volturno. Altri dettagli emergono osservando i contenuti in cui viene menzionato e ricostruendo il suo percorso precedente.

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Nel 2020 Andrea aveva infatti creato con il fratello Matteo i Laxxard. Quel progetto aveva caratteristiche differenti: mescolava elettronica e rap e proponeva testi soprattutto in inglese. L’esperienza dimostra che la comparsa di Battista non coincide con il primo contatto dei due fratelli con la musica, ma con un cambio netto di linguaggio e di immaginario.


Un’identità costruita con precisione

La produzione del brano è affidata a Matteo Parisi, che in passato ha lavorato anche con La Niña. Alfredo Maddaluno, invece, ha seguito la parte visiva, contribuendo a dare forma all’atmosfera sospesa e religiosa del progetto.

Le immagini sono state girate nella Chiesa Cristiana Evangelica Emmanuele di Castel Volturno. Nel filmato Battista interpreta un inserviente impegnato a lavare il pavimento, mentre alle sue spalle la vicenda si sviluppa con l’aspetto di una rappresentazione sacra, quasi un presepe vivente.

Il successo immediato può quindi far pensare a un artista comparso dal nulla, ma il percorso racconta altro. Prima del brano diventato virale c’erano il lavoro condiviso con Matteo, una precedente esperienza musicale e una direzione estetica elaborata con attenzione: elementi che spiegano perché il progetto abbia colpito così rapidamente la scena rap.

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