Auricolari open-ear, il suono resta fuori dal condotto
I modelli open-ear si agganciano all’orecchio, non lo isolano e conquistano anche il settore della moda
Gli auricolari a clip sono diventati un accessorio sempre più visibile e riconoscibile. I modelli open-ear si appoggiano al bordo dell’orecchio senza entrare nel condotto uditivo.
La loro diffusione mostra come un’idea tecnica possa trasformarsi rapidamente in una tendenza estetica. Un oggetto nato per ascoltare musica e telefonare viene ormai scelto anche per forma, colori e possibilità di personalizzazione.
GioiaPura
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Comodità e limiti nell’ascolto
Il vantaggio principale emerge dopo diverse ore: l’assenza di gommini e pressione interna rende l’utilizzo meno invasivo. L’archetto resta agganciato senza richiedere un inserimento nell’orecchio, ma il sistema non offre l’isolamento tipico degli auricolari con cancellazione attiva del rumore.
In ambienti affollati, quindi, voci e rumori possono coprire parte della musica. Chi cerca la massima qualità sonora o un ascolto protetto dall’ambiente deve orientarsi verso un’altra categoria di prodotto.
Tra le alternative disponibili, Realme e Soundcore AeroClip puntano su un prezzo più accessibile. Sony e Oppo sono indicati per la resa audio e le telefonate, Huawei e Motorola per l’aspetto più riconoscibile; i Galaxy Buds On, invece, esprimono al meglio le proprie funzioni con uno smartphone Samsung.
Come sono fatti gli open-ear
La capsula che diffonde il suono rimane accanto all’orecchio, mentre una struttura curva si fissa al bordo. Il risultato lascia percepire conversazioni, traffico e annunci, senza separare completamente l’ascoltatore dall’ambiente circostante.
L’assenza di un sistema per la cancellazione del rumore riduce anche il consumo energetico. Secondo le stime dell’azienda coreana, i Galaxy Buds On arrivano a un’autonomia compresa tra 8 e 9,5 ore per auricolare e fino a 38 ore considerando la custodia.
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A far partire il settore è stata Huawei, che alla fine del 2023 ha presentato i FreeClip. Ogni unità pesa 5,6 grammi e ha una struttura a C; il prodotto ha superato 4 milioni di unità spedite nel mondo e ha ricevuto un Good Design Award 2024 in Giappone.
Nel gennaio 2026 Huawei ha introdotto la seconda generazione. Nel frattempo il segmento si è allargato con Enco Clip2 di Oppo, regolati con tecnologia Dynaudio, e con Galaxy Buds On, primo modello open-ear di Samsung. In commercio si trovano inoltre AeroClip di Soundcore, Buds Clip di Realme e LinkBuds Clip di Sony, accanto alle proposte di Motorola, Shokz e Bose.
Quando l’orecchio diventa accessorio
La caratteristica che li distingue dagli auricolari tradizionali è anche la loro visibilità. Huawei ha trasformato l’archetto in una base per piccoli elementi decorativi, coinvolgendo it’s lava, fondato dalla creatrice di contenuti Sara Baceiredo, e Les Néréides, casa francese di gioielli nata a Nizza nel 1980.
Per i FreeClip 2 sono stati pensati elementi intercambiabili, tra ciliegie dipinte a mano, iris e petali. Si possono sostituire in base all’abbigliamento o all’occasione, con una logica simile a quella degli orecchini.
Motorola ha invece collaborato con Swarovski e Bose per i moto buds loop, caratterizzati da cristalli applicati sull’archetto. Anche la scelta cromatica segue questa direzione: Oppo propone Luminous Gold, Realme Titanium Gold, mentre Sony utilizza tonalità lavanda e grigio-beige.
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