Arash prepara l’addio: piante, gatto e pazienti da salutare
Ali Asgari racconta in forma di tragicommedia l’ultima giornata di un medico iraniano deciso a non lasciare nulla in sospeso
Prima di togliersi la vita, Arash sceglie di mettere ordine in ogni dettaglio della propria esistenza. Nel film “Un po’ di luce”, Ali Asgari segue con tono insieme amaro e grottesco il percorso di un medico che saluta persone, animali e oggetti legati alla sua quotidianità, mentre intorno a lui si riflette il volto di un Paese attraversato dalla repressione.
Un addio organizzato nei dettagli
La decisione di Arash viene comunicata innanzitutto al fratello minore, che reagisce in lacrime e prova a convincerlo a cambiare prospettiva. La sua proposta è semplice e istintiva: lasciarsi andare ai piaceri della vita, tra sostanze, alcol e ragazze.
Arash, interpretato da Missagh Zareh, risponde invece con una freddezza metodica. Nella sua ultima giornata si occupa delle piante, del gatto e delle chiavi, ma soprattutto pensa alle persone che potrebbero avere ancora bisogno di lui. Anche se il suo ambulatorio è stato chiuso, infatti, il legame con gli ex pazienti e il senso di responsabilità verso di loro non sembrano essere venuti meno.
La famiglia come ritratto dell’Iran
Mentre prepara ogni passaggio, Arash deve anche informare i familiari della propria scelta. La casa diventa così un piccolo modello della società iraniana, con reazioni diverse davanti a una decisione che il film non presenta soltanto come una vicenda privata.
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Le ragioni del gesto emergono progressivamente. Sullo sfondo restano la violenza della teocrazia iraniana e il clima di pressione internazionale alimentato anche dagli ultimatum di Donald Trump: elementi che contribuiscono a descrivere una realtà in cui la disperazione individuale appare intrecciata a una crisi collettiva.
Una tragicommedia senza illusioni
Asgari costruisce una sorta di risposta iraniana a “La vita è meravigliosa” di Frank Capra, ma elimina ogni intervento provvidenziale. In questa storia non arrivano angeli custodi a correggere il destino del protagonista né a offrire una soluzione rassicurante.
Il risultato è una tragicommedia asciutta, sostenuta dalla prova laconica di Missagh Zareh e dalle interpretazioni di Sadaf Asgari e Foro Uzanjam Shidnejad. “Un po’ di luce”, diretto da Ali Asgari, è indicato come un film di livello ottimo nella scala della recensione.
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