Amanda Lear, il duello con Miley Cyrus e il segreto per restare in piedi
Dalla possibile imitazione musicale ai lutti e alle voci sulla sua identità, l’artista racconta come ha imparato a dare valore soltanto a salute e affetti sinceri
Il ritorno di Amanda Lear sul grande schermo è ormai vicino, con un nuovo film diretto da Ferzen Ozpetek. L’artista ha definito l’esperienza molto positiva e ha ammesso di sentire la mancanza dell’Italia, dove presto tornerà anche professionalmente.
Nella stessa intervista, l’artista ha parlato del confronto ancora aperto con Miley Cyrus. Il brano Redlights, inserito nell’ultimo album della cantante statunitense, potrebbe infatti presentare somiglianze con The Sphinx, una canzone di Lear.
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Il caso musicale resta aperto
Gli accertamenti tecnici dovranno stabilire se esistano gli estremi per parlare di plagio. Lear ha spiegato che avrebbe incontrato un legale per valutare se proseguire con la contestazione oppure archiviare la questione.
Pur mantenendo il dubbio sull’esito della vicenda, la cantante ha scelto di sottolineare anche l’aspetto positivo della situazione: essere seguita da una popstar di fama internazionale, ha detto, la lusinga.
I dolori che non l’hanno fermata
Nel dialogo con Silvia Toffanin è emerso anche il ricordo di due perdite profonde. Il primo fidanzato, Tara Browne, morì in un incidente stradale; il marito Alain Philippe perse invece la vita nel dicembre 2000, dopo essere rimasto coinvolto in un incendio nella loro abitazione in Provenza.
Lear ha respinto l’idea che ricchezza e notorietà possano rendere immuni dalle tragedie. Dopo quel periodo, ha raccontato, ha dovuto trovare la forza di andare avanti, conservando il pensiero che le persone scomparse possano ancora proteggerla e desiderare la sua felicità.
Cosa resta davvero con gli anni
La cantante ha spiegato di avere affrontato nel tempo una tendenza maniaco-depressiva, anche con l’aiuto di farmaci, e di sentirsi oggi più vicina a un superamento di quella fase. L’età, secondo Lear, le ha permesso di ridimensionare aspetti che un tempo sembravano fondamentali.
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La notorietà, gli oggetti costosi e la presenza sulle prime pagine hanno perso importanza rispetto al benessere e alle relazioni autentiche. Consapevole di non essere più giovane, ha detto di accettare il cambiamento senza rimpianti.
Le voci su Brigitte Macron
Lear ha poi preso posizione contro le teorie diffuse in rete sull’identità di genere di alcune celebrità. Tra le persone coinvolte ha citato Michelle Obama e Brigitte Macron, spiegando che considera queste insinuazioni prive di senso.
Secondo l’artista, Brigitte Macron sarebbe particolarmente provata da quelle accuse. A lei Lear avrebbe suggerito di non alimentare la vicenda: «Più parli di una cosa più aumenta, se non ne parli dopo un po’ arriva un’altra notizia e ci si dimentica». La vicenda ha portato anche a un’azione legale contro Candace Owens, influencer statunitense che ha prodotto un documentario basato sulla teoria secondo cui la moglie del presidente francese sarebbe un uomo.
Le leggende che hanno favorito Lear
Le insinuazioni hanno accompagnato Amanda Lear per gran parte della carriera. I giornali arrivarono a pubblicare ipotesi sulla sua identità e persino su una presunta gravidanza, ma lei ha raccontato di non essersi mai lasciata ferire da quelle storie.
Al contrario, Lear ritiene che quell’attenzione abbia contribuito a renderla riconoscibile in tutto il mondo. La curiosità generata dalle voci, a suo giudizio, le ha dato visibilità, ha sostenuto il successo dei suoi lavori e ha contribuito a mantenerla presente nell’immaginario del pubblico anche dopo una sola canzone.
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