Affreschi e arredi invisibili: la casa di La Spezia cambia regole
A La Spezia, sistemi d’arredo multifunzionali prendono il posto delle pareti e accompagnano la trasformazione di un appartamento storico senza cancellarne la memoria.
Una casa con una storia non deve diventare nuova per forza. Può accogliere esigenze contemporanee, aumentare le proprie funzioni e restare fedele alle tracce che ne raccontano l’origine: in questo appartamento di La Spezia, il progetto sceglie di aggiungere il minimo indispensabile e di lasciare respirare l’architettura esistente.
Il risultato nasce da un’idea precisa: organizzare gli ambienti senza interromperne la continuità visiva. Armadi, porte e passaggi assumono così un ruolo che va oltre quello dell’arredo, perché costruiscono percorsi e zone funzionali senza trasformarsi in nuove pareti.
L’arredo prende il posto dei muri
Nel cuore della città ligure, il recupero di un’abitazione affacciata su un ampio giardino ha portato alla luce decorazioni pittoriche antiche. Quelle superfici, inizialmente inattese, sono diventate il riferimento attorno al quale sviluppare ogni scelta progettuale.
L’intervento è stato curato da Gandolfo Arredamenti con gli architetti Roberto e Cristina Tartarini. I quattro ambienti, collegati in sequenza e caratterizzati da volte a crociera, sono stati mantenuti leggibili grazie ai sistemi Caccaro Freedhome e Architype, utilizzati per accogliere contenitori, aperture e collegamenti tra le stanze.
Una continuità fatta di luce
La separazione degli spazi non passa quindi dalle partizioni tradizionali. Le composizioni contenitive si inseriscono nella casa con discrezione, mentre porte e armadiature condividono frontali e finiture, rendendo meno evidente il confine tra elemento d’arredo e struttura architettonica.
La tavolozza resta volutamente misurata: superfici luminose e tonalità morbide non competono con le decorazioni dei soffitti. Anche la luce naturale è parte integrante dell’intervento, perché accompagna la successione degli ambienti e rafforza il rapporto tra le diverse stanze.
Funzioni nascoste nel volume
Nella zona giorno, una composizione a ponte riunisce in un’unica presenza diverse necessità quotidiane. Il mobile comprende lo spazio per giacche e cappotti, una nicchia e l’ingresso al ripostiglio, evitando che questi elementi interrompano l’ordine dell’ambiente.
La soluzione diventa ancora più evidente nella zona notte. Una grande struttura Freedhome utilizzata su due lati forma un passaggio attrezzato: conserva oggetti, suggerisce il percorso e distribuisce le funzioni senza appesantire la percezione dello spazio.
Porte che quasi scompaiono
All’interno della composizione trovano posto due porte Architype. Una conduce al bagno, l’altra alla cameretta, ma entrambe si confondono con i pannelli circostanti e riducono l’impatto visivo delle aperture.
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Il contenimento non viene confinato lungo il perimetro delle stanze. Diventa invece uno strumento per definire gli ambienti, creare collegamenti e concentrare più usi in una superficie compatta, lasciando libero il resto della casa.
Camere progettate senza sprechi
Nella camera singola, la struttura prosegue fino alla zona guardaroba, dove trova posto anche il televisore. Sul lato opposto, la scrivania Poly ricava un piccolo spazio per lo studio; dietro la composizione, una boiserie accompagna il letto e mantiene uniforme il linguaggio materico dell’ambiente.
La stanza principale conserva la stessa impostazione. Il mobile bifacciale permette di ottenere una cabina armadio attraversabile senza ridurre l’ampiezza percepita, mentre una porta Architype inserita tra i moduli conduce al bagno principale. Alcuni ripiani sono integrati direttamente negli stipiti.
Il dettaglio che costruisce atmosfera
Tra gli elementi lasciati più in evidenza c’è Groove, una barra fissata alla parete pensata per libri e piccoli oggetti. La luce incorporata produce un’illuminazione soffusa, aggiungendo una componente atmosferica a una soluzione nata per essere pratica.
L’intero progetto segue la stessa direzione: ottenere più funzioni con un numero contenuto di elementi. Separare, contenere e collegare diventano operazioni compatibili con la luminosità degli spazi e con la presenza delle decorazioni storiche.
Il passato resta protagonista
Il recupero dimostra che intervenire su un edificio storico non significa necessariamente sovrapporre nuovi segni a quelli già presenti. Gli affreschi riaffiorati durante i lavori rimangono il fulcro dell’abitazione, mentre le volte conservano il ritmo originario delle stanze.
Gli arredi contemporanei si inseriscono senza imitare l’antico e senza cercare di dominarlo. La casa continua così a raccontare il proprio passato, ma dispone di strumenti adatti alla vita di oggi: una convivenza costruita attraverso la misura, la luce e l’uso intelligente dello spazio.
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