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Lifestyle 3 min di lettura2 ore fa

A Helsinki puoi prendere un abito in biblioteca: come funziona

Oodi sperimenta un guardaroba condiviso con 58 creazioni ispirate ai libri, realizzate con materiali di recupero e disponibili gratuitamente per sette giorni.

L’esperimento ha trovato rapidamente il suo pubblico: già il 3 settembre, a un giorno dall’avvio, gran parte dei capi risultava già affidata ai visitatori. Vaatekirjasto resterà attivo fino alla fine di febbraio 2027, trasformando per sei mesi la scelta dell’abbigliamento in un’esperienza da biblioteca.

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Oodi amplia l’idea di biblioteca

L’iniziativa si inserisce nella particolare vocazione di Oodi, la biblioteca centrale di Helsinki, concepita come uno spazio pubblico aperto anche ad attività diverse dalla lettura. Al suo interno si trovano macchine da cucire, aree per lavorare i tessuti, studi di registrazione, stampanti 3D e ambienti destinati allo studio, agli incontri o alla semplice permanenza.

Il guardaroba condiviso aggiunge quindi una nuova possibilità a un luogo già ricco di servizi: non soltanto scegliere un libro o utilizzare uno strumento, ma uscire con un capo da indossare. Alcuni visitatori hanno pensato di ricorrere al prestito per una festa o per un’occasione particolare, quando serviva qualcosa di originale senza affrontare una spesa.


Un abito può diventare una storia

A Helsinki si può entrare con la tessera della biblioteca e uscire con un vestito. Il servizio consente infatti di selezionare un capo, portarlo a casa per una settimana e riconsegnarlo dopo averlo utilizzato, proprio come accade con un volume preso dagli scaffali.

Il progetto, chiamato Vaatekirjasto, è nato dal lavoro di Mirei Kato, Jouko Korkeasaari, Henna Lampinen, Onerva Luoma e Jere Vilo. I cinque artisti e stilisti hanno creato una raccolta di pezzi singoli partendo da materiali recuperati e traendo ispirazione dalla letteratura: le opere scritte diventano così la base ideale per qualcosa che si può anche indossare.


Cinquantotto creazioni fuori dal comune

La raccolta comprende 58 capi e non è pensata come un semplice deposito di abiti usati. Denim intrecciato, stoffe ricamate, pizzi, fantasie vivaci e forme insolite compongono una selezione progettata per essere utilizzata dal pubblico, non soltanto ammirata o conservata.

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L’obiettivo è rendere accessibili creazioni che, in un altro contesto, potrebbero finire in una galleria o in una collezione privata. Qui, invece, il loro destino è la condivisione: chiunque disponga dei requisiti può scegliere un pezzo, indossarlo e poi rimetterlo a disposizione di un’altra persona.


Il prestito dura sette giorni

Per usufruire del servizio occorre possedere la tessera della biblioteca. I capi si trovano al secondo piano di Oodi, dove il visitatore può selezionare quello preferito e registrare il prestito senza pagare nulla.

Da quel momento partono i sette giorni concessi per utilizzare l’abito. Chi lo prende deve occuparsi della sua cura; al rientro, il personale verifica le condizioni del capo prima di renderlo nuovamente disponibile.


Taglie anche per i più piccoli

La proposta non riguarda soltanto il pubblico adulto. La collezione comprende anche abiti destinati ai bambini e disponibili in diverse taglie, così da coinvolgere famiglie e visitatori di età differenti.

Mentre i genitori cercano una lettura, i più piccoli possono quindi individuare un capo da portare a casa. L’esperimento, inaugurato il 2 settembre 2026, potrebbe diventare una consuetudine per chi frequenta Oodi: scegliere nello stesso luogo sia la storia da leggere sia l’abito per il fine settimana.

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