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Economia 2 min di lettura12 ott

Vino, la sfida di Lollobrigida: scienza, giovani e nuovi mercati

Il ministro rilancia la promozione del settore e indica nei cambiamenti dei consumi e nei prodotti standardizzati le principali minacce per il comparto

Il futuro del vino passa dalla capacità di difenderne l’identità, ma anche dal confronto con consumatori più giovani e mercati in trasformazione. A sostenerlo è Francesco Lollobrigida, intervenuto durante la visita all’azienda vinicola Zorzettig di Spessa, nei Colli orientali del Friuli, dove ha partecipato anche all’inaugurazione di Cantina Viva, struttura gestita da Annalisa Zorzettig.

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La scienza al centro del dibattito

Secondo il ministro, il settore dovrebbe intensificare la promozione e spiegare meglio il valore del vino, evitando campagne che lo presentino come un prodotto da condannare. Lollobrigida ha sostenuto che stanno emergendo indicazioni scientifiche considerate rilevanti sulla compatibilità tra consumo responsabile e tutela della salute.

«Dobbiamo raccontare il vino, evitando la criminalizzazione del prodotto», ha affermato il ministro a margine della visita. Nella sua ricostruzione, questa impostazione potrebbe aiutare le aziende a mantenere le posizioni già conquistate e a rafforzare la presenza sui mercati dove il consumo resta significativo.


Giovani e superalcolici cambiano scenario

Il comparto deve però fare i conti con una diversa percezione del vino tra le nuove generazioni. A questo si aggiunge, ha osservato Lollobrigida, la diffusione di prodotti alternativi e il calo del consumo di vino accompagnato da una crescita dei superalcolici, una tendenza che il ministro considera incoerente anche rispetto alle valutazioni legate alla salute.

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Accanto alle difficoltà, esistono tuttavia aree di espansione. Lollobrigida ha citato in particolare alcuni Paesi asiatici e una parte dell’Africa, descrivendoli come mercati di interesse per la crescita futura del settore. La sfida, quindi, riguarda sia la difesa della domanda tradizionale sia la capacità di intercettare nuovi consumatori.


La risposta alla standardizzazione

Nel ragionamento del ministro, il vino è finito al centro di iniziative che avrebbero spostato l’attenzione verso altri prodotti per ragioni riconducibili anche alle dinamiche commerciali. Il settore, però, si confronta soprattutto con una competizione globale fondata su articoli uniformi, realizzati per contenere i costi di produzione e distribuzione.

Lollobrigida ha contrapposto a questo modello una filiera basata su qualità e riconoscibilità, capace di distribuire il lavoro e la ricchezza tra più soggetti. «Il nostro modello prevede qualità, distintività e garanzia di lavoro», ha concluso il ministro, indicando nella specificità del vino un elemento da preservare.

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