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Economia 2 min di lettura50 min fa

Vino italiano, l’America riaccende l’export: ma la svolta non è certa

Nel trimestre estivo le vendite oltre i confini dell’Ue accelerano, ma il bilancio annuale resta negativo e la domanda statunitense potrebbe riflettere soprattutto il riempimento dei magazzini.

L’estate porta un primo segnale favorevole per il vino italiano sui mercati esterni all’Unione europea. Tra luglio e settembre il valore delle spedizioni è aumentato di quasi l’8% rispetto allo stesso periodo del 2025, sostenuto soprattutto dal recupero negli Stati Uniti.

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L’export riduce il divario annuale

La crescita del trimestre consente di contenere le perdite accumulate nei mesi precedenti. Nei primi sette mesi dell’anno, infatti, il valore dell’export verso i Paesi extra-Ue rimane inferiore del 5,3% rispetto allo stesso intervallo del 2025; considerando anche l’accelerazione estiva, il disavanzo da inizio anno si attesta ora al 3%.

Il valore complessivo delle spedizioni si aggira sui 3,3 miliardi di euro, per un quantitativo superiore a 740 milioni di litri. Il risultato descrive quindi un mercato ancora lontano dal pieno recupero, nonostante il miglioramento registrato nell’ultima parte del periodo osservato.


Gli Stati Uniti guidano il rimbalzo

A trainare la ripresa è stato soprattutto il mercato statunitense. Nel terzo trimestre gli incassi delle vendite italiane sono saliti di quasi il 17%, mentre le quantità hanno segnato un incremento del 6,6%, offrendo una boccata d’ossigeno alle aziende dopo 18 mesi difficili nel principale mercato mondiale per la domanda di vino.

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Il dato più marcato riguarda i rossi, il cui valore commerciale negli Stati Uniti è cresciuto del 33%. Tuttavia, l’aumento potrebbe dipendere in larga parte dalla necessità dei distributori di ricostituire le scorte, più che da un effettivo rialzo degli acquisti da parte dei consumatori finali.


La cautela dei produttori

Il quadro resta dunque articolato: alla ripresa americana si contrappone un bilancio complessivo ancora in rosso e una dinamica dei consumi non del tutto definita. Per questo l’accelerazione estiva non viene ancora considerata una conferma di una svolta stabile.

Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione italiana vini, ha invitato alla prudenza commentando i dati: «I dati provvisori sono positivi rispetto a un’estate 2025 da incubo, ma per parlare di normalizzazione del mercato bisogna aspettare».

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