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Economia 2 min di lettura4 ore fa

Via Fauché, assolti tre imputati per il cantiere

Il tribunale di Milano ha riconosciuto la buona fede di due professionisti; per un costruttore, assoluzione perché non commise il fatto.

Il Tribunale di Milano ha assolto i tre imputati nel procedimento sul cantiere di via Fauché 9. La vicenda riguarda la costruzione di una palazzina residenziale al posto di un precedente laboratorio-deposito.

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Le decisioni del tribunale

Il costruttore Luigi D’Ambrosio e il progettista e direttore dei lavori Marco Colombo sono stati assolti «perché il fatto non costituisce reato». Il giudice Franco Cantù Rajnoldi ha riconosciuto la posizione dei due professionisti, difesi dall’avvocato Cesare Cicorella.

Gaetano Risi ha invece ottenuto l’assoluzione «per non aver commesso il fatto», come aveva chiesto il pubblico ministero Paolo Filippini. Per D’Ambrosio e Colombo la Procura aveva sollecitato condanne fino a un anno, con sospensione della pena. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.


Il progetto e le contestazioni

L’edificio realizzato in via Fauché comprende due piani fuori terra e un livello seminterrato. Il Comune aveva successivamente stabilito che la costruzione dovesse essere abbattuta, dopo che il Tar aveva censurato l’intervento; la decisione era poi stata confermata dal Consiglio di Stato.

Secondo l’accusa, Colombo avrebbe indicato come ristrutturazione un’opera da considerare nuova costruzione. Per questo, al posto del permesso di costruire, era stata utilizzata una Scia, cioè una segnalazione certificata di inizio attività. In requisitoria, il pubblico ministero aveva richiamato le pronunce della giustizia amministrativa e aveva escluso che gli imputati potessero invocare un affidamento incolpevole sulle indicazioni degli uffici comunali.

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La formula scelta dal giudice lascia intendere che, per i due professionisti, non sia stata riconosciuta la consapevolezza di violare le norme. Dopo due anni, gli stessi uffici avevano inoltre ritenuto insufficiente la superficie del cortile destinato a ospitare l’edificio.


Gli altri procedimenti milanesi

Il cantiere di via Fauché presenta un elemento particolare: alla fine, anche l’amministrazione comunale aveva ritenuto necessaria la demolizione dell’immobile. Sul piano penale, però, il procedimento si è concluso con assoluzioni e senza imputati tra dirigenti o funzionari del Comune.

Un esito analogo aveva riguardato, lo scorso giugno, il processo sulla Torre Milano. In quel caso erano stati assolti tutti gli otto imputati, tra costruttori, progettisti, ex dirigenti e funzionari comunali. Restano così aperti gli interrogativi sugli effetti complessivi delle inchieste per lottizzazione abusiva avviate a Milano, tra le valutazioni amministrative e le responsabilità penali.

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