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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Trieste accelera sulle merci: 45,2 milioni e container in ripresa

Lo scalo giuliano cresce del 3,1% nei primi nove mesi del 2026, mentre il sistema portuale con Monfalcone sfiora quota 48 milioni di tonnellate

La frenata del trasporto ferroviario resta il principale elemento critico: tra gennaio e settembre sono transitati 5.206 treni, il 14,01% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. L’Autorità di sistema portuale collega il calo alle difficoltà che da tempo interessano i corridoi europei, con ricadute sulla capacità disponibile e sulla puntualità dei servizi programmati.

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Le rinfuse solide segnano il balzo maggiore

Tra i comparti con la variazione più ampia figurano le rinfuse solide, arrivate a 104.086 tonnellate con un incremento del 34,98%. Le merci varie hanno invece raggiunto 12,8 milioni di tonnellate, segnando una crescita più contenuta dello 0,98%.

Il risultato complessivo dello scalo si inserisce in un quadro di espansione che ha acquistato maggiore ritmo nel terzo trimestre. Nel primo semestre l’aumento era stato dello 0,67%, mentre nei nove mesi l’incremento è salito al 3,1%.


Trieste supera quota 45 milioni

Da gennaio a settembre il porto di Trieste ha movimentato 45,2 milioni di tonnellate. Se si sommano anche i traffici di Monfalcone, il Sistema portuale del Mare Adriatico orientale arriva a 47,9 milioni di tonnellate, con una variazione positiva dell’1,78% su base annua.

L’Autorità descrive lo scenario internazionale come ancora instabile e difficile, ma sottolinea la capacità dello scalo di intercettare i flussi destinati ai mercati dell’Europa centro-orientale. La crescita ha coinvolto tutti i principali comparti merceologici.


L’energia resta il motore dei volumi

Le rinfuse liquide hanno totalizzato 32,3 milioni di tonnellate, il 3,9% in più rispetto ai primi nove mesi del 2025. Il dato conferma il peso di Trieste come piattaforma energetica per Austria, Germania e Repubblica Ceca.

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A sostenere questi collegamenti è l’oleodotto transalpino, attraverso il quale lo scalo continua a svolgere una funzione strategica per l’approvvigionamento dei Paesi dell’Europa centrale.


Container e collegamenti marittimi ripartono

Il traffico container ha chiuso i nove mesi con 528.125 Teu, in aumento del 2,5%. Dopo la contrazione registrata fino a giugno, il solo terzo trimestre ha evidenziato 165.502 Teu, con una crescita del 22,3%.

Anche il comparto Ro-Ro ha mantenuto un andamento positivo: le unità movimentate sono state 241.034, il 3,4% in più. Considerando il totale dei veicoli, il dato raggiunge quota 256.989, con un incremento dell’1,51%.


Turchia e Damietta sostengono il Ro-Ro

L’Autorità attribuisce la performance alla solidità dei collegamenti con la Turchia e alla posizione di leadership di Trieste nel trasporto marittimo a corto raggio. Un contributo ulteriore arriva dal raddoppio della linea con Damietta.

Nel complesso, i dati dei nove mesi mostrano uno scalo capace di aumentare i traffici anche in una fase internazionale segnata da forti variabili, pur con la persistente debolezza del segmento ferroviario.

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