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Economia 2 min di lettura1 ora fa

TraderTraitor sospettato per il colpo da 6,3 miliardi a Binance

Le analisi indicano TraderTraitor, gruppo nordcoreano già associato al colpo contro Bybit nel 2025

Un attacco informatico ha colpito Binance, con un danno stimato in circa 6,3 miliardi di dollari. La società ha avviato controlli e misure per proteggere i fondi degli utenti.

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Le prime ipotesi sugli autori

Chainalysis ritiene probabile il coinvolgimento di TraderTraitor, gruppo di hacker legato alla Corea del Nord. Jonathan Levin, cofondatore e amministratore delegato della società di analisi, lo ha scritto su X.

Anche TRM non esclude la pista nordcoreana. Secondo l’intelligence specializzata nella tecnologia blockchain, «diverse caratteristiche di questo attacco corrispondono ai precedenti colpi legati alla Corea del Nord», compreso quello che aveva interessato Bybit.


Il precedente di Bybit

Nel febbraio 2025 Bybit aveva perso 1,5 miliardi di dollari in seguito a un’intrusione informatica. L’Fbi aveva attribuito quell’operazione alla Corea del Nord e a TraderTraitor.

Per TRM, nel caso Binance sarebbero stati trasferiti circa 6,36 miliardi di dollari da portafogli della piattaforma su dieci blockchain. La maggior parte dei movimenti si sarebbe concentrata in un intervallo di circa 20 minuti, circostanza che, se confermata, renderebbe l’episodio il più grande furto di criptovalute mai registrato.


Le misure adottate da Binance

Binance ha lavorato con diversi partner della blockchain per bloccare gli asset collegati all’attacco. Finora sarebbero stati congelati circa 3 miliardi di dollari attraverso interventi sulle reti interessate.

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La piattaforma ha inoltre interrotto temporaneamente depositi e prelievi, così da completare le verifiche, fermare i trasferimenti sospetti e collaborare con le autorità. L’azienda ha assicurato che si farà carico delle eventuali perdite subite dai clienti.


Come è avvenuta l’intrusione

Una prima ricostruzione aveva individuato l’origine dell’operazione nel computer portatile di un ingegnere addetto ai sistemi informatici. Da quel dispositivo gli aggressori avrebbero raggiunto un contenitore di servizio, utilizzandolo poi per eseguire prelievi non autorizzati.

Gli accertamenti successivi hanno però indicato un’azione più articolata, con il possibile coinvolgimento di altri dispositivi compromessi. Binance ha comunicato di non avere trovato prove di una fuoriuscita delle chiavi private associate ai portafogli.


La reazione del mercato

La notizia ha avuto ripercussioni anche sul Bitcoin, il cui valore è sceso sotto la soglia degli 80mila dollari. L’entità della perdita resta collegata alle verifiche tecniche e alla ricostruzione dei trasferimenti effettuati sulle diverse blockchain.

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