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Economia 1 min di lettura21 ott

Raccolto fermo nei campi: il caro-gasolio mette a rischio l’uva pugliese

A Rutigliano Vito Giuliano racconta come il rialzo dei costi energetici e lo stop ai trasporti abbiano messo sotto pressione raccolta ed esportazioni.

La finestra utile per vendemmiare si è assottigliata mentre i carichi pronti a partire restavano bloccati. Nelle campagne pugliesi, il problema dei trasporti e l’impennata del carburante hanno finito per coinvolgere anche l’uva da tavola, lasciando a terra il risultato di un’intera annata.

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I grappoli aspettano, le casse restano ferme

Per diversi giorni i grappoli non sono stati raccolti nei tempi previsti. Il prodotto è rimasto sui filari proprio quando sarebbe dovuto entrare nelle cassette e raggiungere i mercati.

A complicare la situazione è stata l’impossibilità di far viaggiare regolarmente le spedizioni. Le casse già predisposte non hanno potuto essere inoltrate, con il rischio di compromettere il lavoro svolto nei mesi precedenti.

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Il carburante pesa sull’intera filiera

L’aumento del costo del gasolio ha attraversato tutti i passaggi, dalla campagna alla distribuzione. Il rincaro ha così raggiunto anche i grappoli, incidendo sulla raccolta e sulla possibilità di consegnare la merce.

A descrivere le difficoltà è Vito Giuliano, alla guida di Orchidea, azienda ortofrutticola di Rutigliano, nel Barese. La realtà pugliese rifornisce il mercato italiano e vende anche in diversi Paesi europei, ma il blocco dei tir ha messo sotto pressione la sua attività e il reddito legato a un anno di lavoro.

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