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Economia 1 min di lettura15 ott

Povertà assoluta, 5,4 milioni nel 2025: il dato che divide l’Italia

L’incidenza diminuisce rispetto all’anno precedente, ma resta elevata tra le famiglie straniere e tra gli operai

Per un adulto solo, la soglia mensile della povertà assoluta cambia sensibilmente in base a territorio e dimensione del comune: dai 728,87 euro di un piccolo centro pugliese ai 1.256,37 euro del capoluogo metropolitano lombardo.

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Il costo della vita cambia la soglia

Nel centro dell’area metropolitana piemontese, la cifra di riferimento per una persona tra 30 e 59 anni che vive da sola è fissata a 933,04 euro al mese. In Sicilia, per lo stesso profilo, il limite scende a 773,25 euro.

Questi valori servono a valutare la spesa per consumi delle famiglie. Il confronto con la soglia stabilita consente di classificare un nucleo come assolutamente povero oppure fuori da questa condizione.


Il calo non raggiunge tutti

Nel 2025 le famiglie in povertà assoluta risultano più di 2,1 milioni. L’incidenza si attesta all’8,0%, in discesa dall’8,4% rilevato nel 2024; tra gli individui, invece, la quota passa dal 9,8% al 9,3%, coinvolgendo 5,4 milioni di persone.

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La distanza legata alla cittadinanza rimane marcata. La povertà riguarda il 5,9% dei nuclei composti soltanto da italiani, sale al 26,7% quando in famiglia è presente almeno uno straniero e arriva al 29,4% tra le famiglie formate esclusivamente da stranieri.


Lavorare non basta sempre

Anche tra gli occupati il fenomeno arretra, seppure in misura contenuta: dal 7,9% del 2024 si passa al 7,7%. Per i lavoratori dipendenti l’incidenza scende dall’8,7% all’8,5%, mentre dirigenti, quadri e impiegati registrano un aumento, dal 2,9% al 3,6%.

Tra gli operai la percentuale diminuisce dal 15,6% al 14,3%, rimanendo comunque quasi doppia rispetto alla media complessiva dei lavoratori. Per gli autonomi il dato resta fermo al 5,2%; tra chi cerca un impiego passa dal 21,3% al 20,7%, mentre per i pensionati arretra dal 5,8% al 5,2%.

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