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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Porada supera la prova India: la certificazione che può aprire il mercato

L’impresa comasca è tra le prime realtà italiane dell’arredamento ad aver ottenuto l’autorizzazione richiesta per vendere nel Paese asiatico

Per Porada la conquista della certificazione BIS rappresenta molto più di un adempimento burocratico: è il passaggio necessario per consolidare la propria presenza in India, dove l’azienda comasca opera dal 2010. Il riconoscimento è diventato obbligatorio dallo scorso febbraio per le imprese dell’arredamento che intendono esportare e commercializzare nel Paese i prodotti soggetti alle norme locali.

La società, fondata a Como nel 1968 da Luigi Allievi e oggi guidata dalla seconda generazione con Tiziano Allievi come amministratore delegato, figura tra le prime aziende italiane del comparto ad aver completato l’iter. «Perché lo abbiamo fatto? Perché ci piacciono le scommesse difficili», ha commentato Mauro Nastri, responsabile delle esportazioni di Porada.

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Una procedura lunga e onerosa

L’ottenimento della certificazione ha richiesto mesi di lavoro e un impegno economico significativo. Oltre alle spese direttamente legate alla pratica, l’azienda ha dovuto dedicare personale e risorse alla preparazione della documentazione e alla gestione delle verifiche.

Gli ispettori hanno esaminato con attenzione i prodotti, che Porada ha dovuto inviare in India per i controlli. La verifica ha riguardato anche i singoli elementi utilizzati per costruire e assemblare i mobili, comprese viti e spine di legno. Di conseguenza, anche la catena dei fornitori doveva risultare conforme: nel caso di Porada, i partner coinvolti disponevano già delle certificazioni necessarie, evitando ulteriori ritardi.


India, una scommessa strategica

La decisione di presentare rapidamente la domanda è maturata sia per rispettare le regole sia per offrire maggiore continuità ai clienti locali. Porada vende oggi nel Paese attraverso alcuni rivenditori e considera il mercato indiano una destinazione con ampi margini di sviluppo, soprattutto in una fase caratterizzata dal rallentamento o dalla chiusura di altri mercati internazionali.

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Nastri auspica che altre imprese italiane seguano lo stesso percorso. Secondo il responsabile delle esportazioni, una presenza più ampia delle aziende del design italiano contribuirebbe a rendere l’offerta nazionale più competitiva e a favorire la crescita del mercato.


Un nuovo punto di partenza

Per Tiziano Allievi, amministratore delegato di Porada, il risultato certifica la volontà dell’impresa di proseguire il proprio percorso di espansione internazionale attraverso investimenti concreti. Il riconoscimento, ha spiegato, non chiude il progetto ma apre una nuova fase per l’azienda.

«Essere la prima azienda italiana del settore ad ottenere la BIS rappresenta per noi un traguardo importante, ma anche un nuovo punto di partenza», ha dichiarato Allievi. Al centro della strategia restano la qualità dei prodotti e il patrimonio di competenze produttive sviluppato dall’impresa nel corso della sua storia.

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