Piombino e Taranto, l’acciaio italiano guarda ai Jindal
Metinvest valuta il ridimensionamento a Piombino, mentre per l’ex Ilva le offerte vincolanti scadono domenica
Il futuro di Piombino e Taranto dipende dalle decisioni di due gruppi siderurgici indiani appartenenti alla famiglia Jindal. Il possibile ridimensionamento degli impianti riporta lo Stato al centro delle scelte sull’acciaio italiano.
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Le offerte per l’ex Ilva
Per l’ex Ilva si attende una definizione nei prossimi giorni: le proposte vincolanti dovranno arrivare entro la mezzanotte di domenica. La cordata composta da 15 aziende e guidata da Federacciai non ha ancora chiarito se parteciperà alla gara.
Venerdì il presidente Antonio Gozzi è stato ricevuto a Palazzo Chigi. Non è escluso che uno dei gruppi più rilevanti dell’alleanza, tra cui Arvedi, presenti una candidatura autonoma. Anche il fondo statunitense Flacks sostiene di avere un piano per Taranto, ma non ha ancora confermato la presentazione di un’offerta.
Jindal punta su Taranto
Al momento, l’unico interlocutore certo per l’ex Ilva è Jindal Steel International, società guidata da Naveen Jindal. Dopo la chiusura dell’area a caldo, il gruppo indiano immagina un impianto più contenuto, senza ciclo integrale, concentrato sui laminatoi e con un organico compreso tra 3.000 e 4.000 persone.
L’ipotesi prospettata ridurrebbe quindi dimensioni produttive e occupazione rispetto al passato. Il dossier potrebbe inoltre richiedere un ingresso dello Stato nel capitale, per sostenere il rilancio e accompagnare la nuova configurazione industriale.
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Metinvest valuta Piombino
A Piombino, invece, Metinvest sta riesaminando il proprio coinvolgimento a causa delle conseguenze sempre più pesanti della guerra con la Russia. Nel vertice di venerdì al ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’amministratore delegato di Metinvest Adria, Luca Villa, ha riferito che il gruppo sta analizzando diverse proposte.
La società ucraina punta a individuare in tempi brevi una soluzione sostenibile sotto il profilo industriale e finanziario. L’obiettivo dichiarato è conservare una quota nel progetto toscano, anche se ridotta; non viene tuttavia esclusa l’uscita completa.
Possibile ingresso di Jsw
Tra i potenziali subentranti figura Jsw, il gruppo di Sajjan Jindal, fratello di Naveen. L’azienda ha già sottoscritto un accordo di programma per Piombino e potrebbe così rafforzare la propria presenza nella siderurgia italiana.
I due dossier restano distinti, ma hanno un elemento comune: le scelte dei due gruppi della famiglia Jindal possono incidere contemporaneamente sul destino di due poli storici dell’acciaio nazionale.
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