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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Milano perde l’1,5%: mercati europei stretti tra proteste e gas

Vendite diffuse sui listini del continente, mentre salgono spread e rendimenti e il Ttf torna ai livelli più elevati dal dicembre 2022

Il clima resta teso sui mercati europei: alle vendite sulle azioni si aggiungono l’aumento dei rendimenti obbligazionari e il nuovo rialzo del gas. Milano è tra le piazze più penalizzate, mentre gli investitori seguono sia le proteste contro il carovita sia la stagione dei risultati trimestrali.

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Gas e petrolio riaccendono i timori

Il contratto Ttf per il gas, principale riferimento europeo, guadagna l’1,98% e raggiunge 89,3 euro per megawattora, confermandosi sui valori massimi dal dicembre 2022. A pesare sono anche i nuovi attacchi alle petroliere nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz.

La situazione alimenta i timori per livelli di stoccaggio ridotti e per la stabilità delle forniture in vista dell’inverno. Sul fronte del greggio, il Wti recupera le perdite e supera i 101 dollari al barile; il Brent, invece, arretra dell’1,15% a 108 dollari. L’euro rimane debole contro il dollaro e passa di mano a 1,1208.


Milano guida le vendite azionarie

Il Ftse Mib scende dell’1,5% a 49.145 punti, con Stellantis tra i titoli più colpiti: il calo raggiunge il 4,3%. In difficoltà anche il comparto finanziario, con Banco Bpm in ribasso del 2,46% e Generali del 2,33%.

Pochi i titoli in controtendenza a Piazza Affari: Eni sale dell’1,04%, mentre St guadagna lo 0,5%. Nel resto d’Europa, Parigi perde l’1,34%, Madrid l’1,42%, Francoforte l’1,11% e Londra lo 0,88%. L’indice Stoxx 600 arretra dello 0,75%, appesantito soprattutto da banche e industria.

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Spread italiano in salita

La tensione coinvolge anche il mercato dei titoli di Stato. Il differenziale tra Btp e Bund si amplia fino a 111 punti base, mentre i rendimenti registrano aumenti generalizzati.

Il rendimento del decennale italiano cresce di 5 punti base e sfiora il 4,54%. In Francia l’Oat decennale sale di 8 punti base, fino al 4,88%, mentre il titolo tedesco con analoga scadenza resta quasi invariato al 3,43%.

A condizionare il sentiment contribuisce anche il quadro sociale: nel fine settimana, a Milano e Parigi le manifestazioni contro il caro vita sono state accompagnate da saccheggi e atti vandalici. Gli operatori guardano inoltre agli annunci societari in calendario, in una seduta caratterizzata da pressioni diffuse.

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