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Economia 1 min di lettura47 min fa

Michelin, a Cuneo la CO2 torna utile: impianto da 300 tonnellate

CarpeCarbon costruirà nel sito piemontese il primo sistema industriale italiano della società per recuperare anidride carbonica dall’atmosfera e destinarla a usi produttivi o allo stoccaggio.

La fabbrica Michelin di Cuneo si prepara a ospitare un impianto capace di estrarre anidride carbonica direttamente dall’atmosfera. Il progetto nasce dall’intesa tra Michelin Italiana e CarpeCarbon, nuova impresa innovativa che ha già sperimentato la propria tecnologia con un impianto pilota realizzato a Torino.

L’installazione avrà una capacità nominale di 300 tonnellate di anidride carbonica ogni anno. L’avvio operativo è programmato per il secondo semestre del 2027 e rappresenterà il primo impianto di CarpeCarbon collegato a un processo produttivo industriale.

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A Cuneo la tecnologia entra in fabbrica

Il sistema sarà collocato nello stabilimento piemontese, che rappresenta il principale sito Michelin per la produzione di pneumatici nell’Europa occidentale. Qui la cattura diretta dall’aria, indicata con l’acronimo Dac, non resterà confinata alla fase sperimentale, ma verrà inserita nelle attività industriali dello stabilimento.

L’accordo prevede che una parte del gas recuperato venga resa disponibile per alcune lavorazioni già presenti nella fabbrica. In questo modo, Michelin potrà sostituire una quota dell’anidride carbonica che oggi acquista e riceve da fornitori esterni, utilizzando invece quella prelevata dall’atmosfera nello stesso sito produttivo.

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Il gas avrà due destinazioni

Non tutta l’anidride carbonica catturata sarà impiegata da Michelin. La quantità non destinata alle esigenze dello stabilimento resterà sotto la gestione di CarpeCarbon, che ne curerà il successivo avvio a uno stoccaggio permanente.

La doppia destinazione consente di completare il percorso previsto dal progetto: una parte del gas sarà valorizzata in applicazioni industriali specifiche, mentre quella rimanente verrà mantenuta fuori dall’atmosfera attraverso il deposito permanente. La realizzazione di Cuneo segue il precedente impianto pilota sviluppato a Torino e porta la tecnologia verso una scala produttiva più ampia.

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