Meta prepara la corsa all’IA: azioni senza voto da gennaio
Il gruppo raccoglie risorse per l’intelligenza artificiale mentre i conti mostrano ricavi robusti, costi in forte aumento e flusso di cassa disponibile negativo.
Meta introdurrà da gennaio 2027 una nuova categoria di azioni senza diritto di voto per reperire fondi destinati alla progettazione e alla gestione di modelli di intelligenza artificiale. L’operazione non cambierà il controllo dei diritti di voto esercitato da Mark Zuckerberg. «La creazione delle azioni ordinarie di Classe C consentirà di preservare il modello di gestione guidato dal fondatore, che ha contribuito al successo della società fin dalla sua nascita», ha spiegato Meta nel comunicato diffuso insieme ai risultati.
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La spesa per l’IA continua a salire
Per il 2026 Meta ha aumentato la previsione sugli investimenti, includendo anche i rimborsi della quota capitale relativi ai leasing finanziari. La società ora indica una forchetta compresa tra 135 e 145 miliardi di dollari, mentre la precedente stima partiva da 130 miliardi e arrivava allo stesso limite massimo.
Sul fronte delle divisioni, Reality Labs dovrebbe chiudere l’anno con perdite operative tra 18 e 19 miliardi di dollari, comunque inferiori a quelle registrate nel 2025. Per l’ultimo trimestre del 2026, invece, il gruppo stima entrate fra 73 e 76 miliardi di dollari; l’andamento delle valute potrebbe ridurre di circa un punto percentuale la crescita annuale del fatturato.
Costi e liquidità sotto osservazione
L’incremento degli oneri ha portato Meta a rivedere anche il quadro delle spese complessive per l’esercizio, attese tra 175 e 179 miliardi di dollari. Nella previsione è compreso il costo da 9,9 miliardi legato ai procedimenti legali, contabilizzato nel terzo trimestre.
Al 30 settembre 2026 il gruppo disponeva di 82,45 miliardi di dollari tra liquidità, strumenti equivalenti e titoli negoziabili. Nel trimestre sono stati inoltre distribuiti dividendi per 1,36 miliardi, mentre gli investimenti in conto capitale hanno raggiunto 34,91 miliardi, con un’accelerazione legata al potenziamento delle infrastrutture tecnologiche.
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Ricavi forti, cassa disponibile negativa
Il fatturato trimestrale è arrivato a 64,601 miliardi di dollari, segnando un aumento del 26% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il risultato operativo, però, è sceso del 37%, fermandosi a 12,988 miliardi, mentre l’utile netto ha raggiunto 9,860 miliardi, oltre il triplo del dato di un anno prima ma al di sotto delle attese degli analisti.
La gestione caratteristica ha prodotto 32,79 miliardi di dollari di cassa. Dopo aver considerato l’elevato livello degli investimenti, il flusso di cassa disponibile è risultato negativo per 2,12 miliardi: una differenza che segnala quanto l’espansione delle infrastrutture stia assorbendo risorse. Nonostante la posizione finanziaria ancora solida, i prossimi risultati dipenderanno dalla capacità di trasformare questo impiego di capitale in maggiori profitti e liquidità.
I conti sono arrivati dopo la notizia di una multa da miliardi di dollari comminata negli Stati Uniti per una violazione della privacy. Nel dopo mercato il titolo Meta è comunque salito, sostenuto dal dato sui ricavi oltre le previsioni, mentre la redditività e la dinamica della cassa restano gli elementi più delicati del bilancio.
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