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Economia 2 min di lettura38 min fa

Meta lancia il debito in euro: ordini per 53 miliardi

La società punta a raccogliere fino a 9 miliardi per finanziare gli investimenti nell’intelligenza artificiale

Meta ha ricevuto ordini per 53 miliardi di euro, pari a 59,7 miliardi di dollari, nella sua prima emissione obbligazionaria in euro. La richiesta, ancora in fase di definizione, rappresenta un record per un’operazione societaria sul mercato europeo.

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Una domanda mai vista in Europa

L’interesse degli investitori supera ampiamente il precedente primato, stabilito nel 2016 da Anheuser-Busch InBev con una raccolta ordini superiore a 31 miliardi di euro. La società proprietaria di Facebook intende collocare titoli per un valore massimo di 9 miliardi di euro.

L’operazione arriva dopo l’emissione di obbligazioni in dollari completata da Meta martedì. Dalla fine della scorsa settimana, Meta, Microsoft, Oracle e Alphabet hanno raccolto complessivamente quasi 57 miliardi di dollari sui mercati del debito.


Sei scadenze per il nuovo debito

Il prestito in euro sarebbe articolato in sei parti, con durate comprese tra poco più di quattro anni e oltre 38 anni. Per tutte le tranche, i livelli di rendimento indicati risultano superiori a quelli applicati da altre grandi aziende tecnologiche statunitensi che hanno raccolto fondi nella stessa valuta.

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Per la tranche con durata di 6,26 anni, Meta si prepara a fissare uno spread di 140 punti base rispetto ai tassi di riferimento. Lunedì Alphabet aveva collocato un titolo a sei anni con un differenziale di 90 punti base.


Il costo degli investimenti nell’intelligenza artificiale

La raccolta servirà a sostenere la forte espansione degli investimenti di Meta nell’intelligenza artificiale. La società si muove però in una fase in cui gli investitori guardano con maggiore cautela alla crescita dell’indebitamento delle grandi piattaforme tecnologiche.

A pesare sono anche i dubbi sulla redditività futura delle spese per l’intelligenza artificiale. La maggiore prudenza del mercato ha fatto aumentare il costo del capitale per queste aziende, che devono quindi offrire condizioni più favorevoli per attirare gli acquirenti.

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