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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Landini, domani niente corteo a Milano: ecco perché

Il segretario della Cgil annuncia la mobilitazione del 20 novembre e difende le proteste giovanili, distinguendole dagli episodi di violenza.

Un impegno già fissato a Roma impedirà a Maurizio Landini di partecipare domani al corteo di Milano. Il segretario generale della Cgil lo ha spiegato durante un’assemblea pubblica all’ospedale Cardinal Massaja di Asti, convocata dopo le recenti mobilitazioni giovanili.

La sua assenza non ridimensiona il sostegno alle rivendicazioni degli studenti. Landini ha infatti confermato lo sciopero generale della Cgil previsto per il 20 novembre, nella stessa giornata della mobilitazione degli studenti annunciata su scala europea.

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La piazza resta dentro le regole

Nel suo intervento, il leader sindacale ha separato il diritto a manifestare dagli atti criminali. "Chiunque spacchi un negozio e rubi compie un reato e noi siamo per la legalità", ha affermato, ribadendo anche la contrarietà alle proteste con il volto coperto.

Per Landini, la difesa delle ragioni dei giovani deve quindi procedere attraverso iniziative pacifiche e riconoscibili. La Cgil intende sostenere le mobilitazioni senza accettare danneggiamenti o comportamenti illegali.


Il nodo sono i diritti perduti

Secondo il segretario, il dibattito pubblico si è concentrato soprattutto sui danni e sugli episodi violenti, lasciando in secondo piano le ragioni che hanno portato tanti giovani a scendere in strada. A suo giudizio, il disagio nasce anche dalla precarietà e dalla riduzione delle tutele nel mondo del lavoro.

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Landini ha ricordato che, quando iniziò a lavorare, aveva un contratto stabile e poteva scioperare e manifestare. Quelle garanzie, ha spiegato, erano il risultato delle battaglie condotte dalle generazioni precedenti.


La Cgil prepara lo sciopero

Il segretario sostiene che molti ragazzi non dispongano oggi delle stesse opportunità e protezioni che lui aveva alla loro età. "A questi ragazzi i diritti che avevo io alla loro età sono negati", ha detto, collegando questa condizione alla scelta di promuovere una nuova mobilitazione.

La richiesta rivolta agli adulti e al sindacato è di tornare a impegnarsi pubblicamente per ottenere quelle tutele, mantenendo però un’impostazione pacifica e rispettosa della legge. Il passaggio più concreto sarà lo sciopero generale del 20 novembre, inserito nel calendario della mobilitazione studentesca europea.

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