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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Italiani, l’intelligenza artificiale orienta gli acquisti

Il 28% la consulta prima di comprare, ma soltanto l’8% segue direttamente i suoi suggerimenti

In Italia il 28% dei consumatori usa l’intelligenza artificiale per decidere cosa acquistare. Il dato emerge da uno studio di Boston Consulting Group condotto su 13mila persone in 12 Paesi.

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La fiducia nell’intelligenza artificiale

Nel nostro Paese l’intelligenza artificiale è già il secondo riferimento più affidabile per gli acquisti, preceduta soltanto dal giudizio degli esperti. Seguono i consigli di amici e familiari, mentre la fiducia verso lo strumento dovrebbe crescere di 6 punti percentuali entro il 2030.

A livello mondiale il 31% degli intervistati ricorre all’intelligenza artificiale in almeno una fase della scelta, una quota triplicata rispetto a 18 mesi fa. Nel 70% dei casi chi la consulta acquista poi il prodotto suggerito; in Italia, invece, arriva alla cassa il 50% degli utilizzatori abituali e appena l’8% compra direttamente seguendo l’indicazione ricevuta.


Informazioni e valore percepito

Il 43% dei consumatori nel mondo si sente sommerso dalla quantità di messaggi e dati disponibili. In Italia la percentuale scende al 33%, ma oltre metà degli intervistati afferma comunque di non fidarsi pienamente di alcuna fonte.

Il rapporto segnala inoltre che il prezzo non basta a determinare la scelta. Il 67% del campione globale rinuncia a un articolo anche quando potrebbe permetterselo, se non ne riconosce l’utilità concreta. Qualità, assistenza, convenienza e affidabilità compongono il valore percepito, ma soltanto il 14% dei marchi esaminati riesce oggi a competere su questo terreno.


Salute al centro delle scelte

Per tre persone su quattro, a livello internazionale, salute e benessere rappresentano il principale segnale di una vita soddisfacente, davanti a carriera e ricchezza. In Italia il 34% degli intervistati cerca prodotti e servizi legati alla longevità, dall’alimentazione all’attività fisica fino alla gestione finanziaria.

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Nell’ultimo anno il 63% di questo gruppo ha comprato alimenti destinati alla salute intestinale, con un vantaggio di 19 punti rispetto agli altri consumatori. Il 56% possiede una polizza vita e il 52% utilizza creme antietà: per entrambe le categorie il distacco dal resto della popolazione è rispettivamente di 19 e 12 punti.

In Europa, intanto, gli utilizzatori dei farmaci GLP-1 sono circa 9 milioni. La stima indica un possibile superamento dei 20 milioni entro il 2030, con effetti sulla domanda di alimenti, vestiti, prodotti di bellezza e servizi legati all’attività fisica.


Più persone vivono da sole

Nei mercati maturi, il 30% dei nuclei familiari è formato da una sola persona, 6 punti in più rispetto al 2010. In Italia la quota raggiunge il 37%, con una crescita di 7 punti nello stesso periodo.

Gli italiani collegano questa condizione soprattutto all’autonomia nelle decisioni, indicata dal 52%, alla serenità, dal 50%, e alla sicurezza personale, ancora al 50%. Soltanto il 20% la associa invece alla solitudine.

Le persone che vivono sole spendono da due a tre volte di più per abitante rispetto ai nuclei numerosi. Tra il 50% e il 70% dei consumatori italiani che vivono da soli giudica inadeguata l’offerta di prodotti e servizi per animali domestici, ristorazione e gestione della casa, spesso progettata per famiglie più ampie.

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